Marc Marquez con la tuta Ducati (Fotomontaggio TuttoMotoriWeb.com)
Marc Marquez con la tuta Ducati (Fotomontaggio TuttoMotoriWeb.com)

MotoGP | Pernat a TMW: “La mossa Honda per evitare che Marquez passi in Ducati”

Belìn, che paddock!”, si intitola così, riprendendo la tipica espressione genovese che è diventata il suo tormentone, il libro di Carlo Pernat, veterano dei manager della MotoGP, presentato a margine dell’ultimo Gran Premio d’Italia al Mugello. A TuttoMotoriWeb.com ha raccontato il contenuto di questa sua autobiografia sui generis, come del resto è tutto il suo personaggio. E non ha risparmiato qualcuna delle sue solite bombe di mercato: come l’idea della Honda di sostituire Jorge Lorenzo con Alex Marquez a fine stagione, per evitare che il fratello maggiore Marc Marquez emigri in Ducati. Una cosa è certa: Carletto non è mai banale.

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Carlo Pernat, dicci la verità: come ti è venuta l’idea di scrivere addirittura un libro?
In realtà non è che ci avessi mai pensato, anche se in 41 anni di carriera in tanti mi avevano chiesto di farlo. Poi è arrivata la Mondadori, ci ho pensato un po’ e alla fine mi sono detto: “Ma sì, chi se ne frega”. Ho chiamato Massimo Calandri, un giornalista che scrive molto bene, genovese come me, ci siamo messi d’accordo per vederci tutte le mattine a colazione e così è nato il libro.

È una tua autobiografia?
Più che un libro sulla vita, è un libro di aneddoti. Che spaziano dal motocross, alla Parigi-Dakar, al Motomondiale, tutte le categorie che ho toccato. Seri, semiseri, molto simpatici, allegri, spericolati,C sfrontati ma anche tosti. C’è di tutto: sesso, droga e rock’n’roll.

Aneddoti che già conoscevamo o tutti inediti?
No no, tutto inedito, e senza peli sulla lingua. Storie su Mitterand, sul presidente della Repubblica argentina…

Raccontacene uno, così ci fai venire voglia di leggere gli altri.
Quando stavamo organizzando la prima Parigi-Dakar con la Cagiva, a fine 1984, andammo a cena io, Claudio e Gianfranco Castiglioni insieme all’allora presidente francese Mitterand. Lì conobbi il grande pilota Hubert Auriol, tirammo su un budget grosso e completammo l’operazione. Ma non ti dico in che modo, perché devi andartelo a leggere!

Hai raccontato tutto o nella tua valigia è rimasto ancora qualcosa?
Qualcosa in effetti la Mondadori lo ha levato… Ma magari uscirà nella prossima riedizione!

Quando andrà in prescrizione!
Vedo che hai capito!

Come sta andando?
Molto bene: nella prima settimana è già entrato al decimo posto in classifica tra i libri più venduti. E adesso inizieremo il tour delle presentazioni: martedì 11 giugno alla Feltrinelli di Genova, poi a Milano, Roma… Diciamo che sono contento di averlo fatto.

E la morale del libro qual è?
Quella che ho scritto nella quarta di copertina: “In fondo me ne sono sempre sbattuto i c…”.

Affrontare la vita in modo disincantato, senza prendersi troppo sul serio.
Esatto. L’autoironia e il sorriso alla fine pagano sempre.

Ne approfitto per stuzzicarti anche su qualche notizia di mercato piloti, visto che tu la sai sempre più lunga degli altri. Intanto, ma a questa storia di Marquez alla Ducati c’è da crederci davvero?
Non è una cavolata. È evidente che tutti cercano Marquez: se vuoi vincere il Mondiale devi prendere lui. E la Ducati lo aveva già cercato tanti anni fa: poi sfumò tutto dopo lo scontro con Valentino Rossi in Malesia, perché si mise di traverso lo sponsor. In scadenza di contratto, la caccia a Marquez è aperta: da parte della Ducati e quindi del gruppo Audi, della Ktm con i soldi della Red Bull, e della Honda che tenterà di resistere. Il team principal Alberto Puig non sta lavorando molto in Hrc: il suo compito principale sarebbe quello di tenere Marquez anche per i prossimi anni. Magari mettendogli a fianco in squadra il fratello Alex Marquez.

Mi stai dicendo che Marquez Jr potrebbe prendere il posto di Jorge Lorenzo?
Io credo che l’obiettivo della Honda sia quello. Lorenzo è un grandissimo pilota, ma è troppo istintivo, non ragiona un attimo prima di parlare. Ora la mossa di volare a Tokyo per parlare con la Honda lo mette ulteriormente in cattiva luce: perché i vertici della Casa cosa gli possono dire, se non che gli faranno la moto quando andrà forte? Marquez, in questo caso, è stato furbo: a febbraio si è trovato a fare i test senza Lorenzo, che si era fatto male, e ha costruito una moto su misura per lui, e che gli altri non riescono a guidare. Come ai tempi di Stoner con la Ducati.

Quindi tu ci credi in un divorzio tra Lorenzo e la Honda già a fine anno?
Io ho paura, per lui, di sì. Se va avanti così, non credo che la Honda ci stia, e nemmeno lui. Potrebbe anche rompersi le scatole e smettere di correre: i soldi ormai li ha fatti… Anche perché non è che ci siano molte altre strade alternative davanti a lui.

Anche Valentino Rossi sta pensando seriamente al ritiro, in questo momento di crisi?
Non penso. Le strade sono due: o lui è veramente sul viale del tramonto oppure la Yamaha ha dei casini. Io propendo per la seconda. Lui c’è, e lo dimostra il fatto che in gara è riuscito a fare dei podi. La realtà è che non ho mai visto una Yamaha ridotta così per tre anni di fila: mi sembra assurdo, visto che è sempre stata la moto di riferimento per tutti.

È incredibile: si impegnano, le provano tutte, sembra sempre che siano lì per uscire dal tunnel e poi alla fine si ritrovano al punto di partenza.
Una volta c’era Furusawa: l’uomo dei quattro cilindri in linea. Una volta andato via lui, non c’è stato nessun ricambio: si sono divisi i compiti a livello orizzontale e probabilmente non c’è la persona adatta per inventarsi un progetto nuovo. Una persona come Gigi Dall’Igna o, ai tempi, Jan Witteveen. Mi sembra che stiano lavorando male.

Fabrizio Corgnati