Juventus, Sarri si avvicina: le parole del tecnico toscano

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Maurizio Sarri
Maurizio Sarri (Getty Images)

L’allenator del Chelsea Maurizio Sarri, primo indiziato per sostituire Massimiliano Allegri alla Juventus, ha rilasciato un’intervista alla rivista Vanity Fair parlando della sua voglia di tornare in Italia.

L’allenatore Maurizio Sarri e la Juventus sembrano avvicinarsi giorno dopo giorno. Il tecnico attualmente in forza al Chelsea sembra essere l’obiettivo numero uno della dirigenza bianconera per sostituire Massimiliano Allegri che ha lasciato Torino dopo 5 anni. Secondo alcune indiscrezioni di mercato, Sarri, reduce dalla vittoria in Europa League con i Blues, starebbe discutendo gli ultimi dettagli per lasciare il club londinese e rientrare in Italia. Un ritorno in Italia che sembrerebbe molto gradito dall’allenatore che ha rilasciato un’intervista alla rivista Vanity Fair.

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Maurizio Sarri pronto al ritorno in Italia: “Il richiamo di casa è forte”

Non ci sono riferimenti alla Juventus, ma la voglia di tornare in Italia sembra chiara. Questo emerge dalle parole dell’allenatore Maurizio Sarri che ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair. Il tecnico del Chelsea, che sembra essere molto vicino alla squadra bianconera, ha dichiarato: “Per noi italiani il richiamo di casa è forte. Senti che manca qualcosa. È stato un anno pesante. Comincio a sentire il peso degli amici lontani, dei genitori anziani che vedo di rado. Ma alla mia età faccio solo scelte professionali. Non potrò allenare 20 anni. È l’anagrafe a dirlo. È roba faticosa, la panchina. Quando torno a casa in Toscana mi sento un estraneo. Negli ultimi anni ci avrò dormito trenta notti“. Sarri poi parla della sua esperienza a Napoli e del suo divorzio con la società: “I napoletani conoscono l’amore che provo per loro, ho scelto l’estero l’anno scorso per non andare in una squadra italiana. La professione può portare ad altri percorsi, non cambierà il rapporto. Fedeltà è dare il 110% nel momento in cui ci sei. Che vuol dire essere fedele? E se un giorno la società ti manda via? Che fai: resti fedele a una moglie da cui hai divorziato? L’ultima bandiera è stata Totti, in futuro ne avremo zero“.

Sul suo famoso modo di giocare, il cosiddetto “sarrismo” o come lo ha ridefinito in Inghilterra “Sarri-ball”, il tecnico toscano spiega: “È un modo di giocare a calcio e basta. Nasce dagli schiaffi presi. L’evoluzione è figlia delle sconfitte. Non solo nel calcio. Io dopo una vittoria non so gioire. Chi vince, resta fermo nelle sue convinzioni. Una sconfitta mi segna dentro più a lungo, mi rende critico, mi sposta un passo avanti. Mio nipote mi fa leggere la pagina Facebook Sarrismo e Rivoluzione. Si divertono, io sono anti-social, non ho nemmeno WhatsApp“. “Esistono -prosegue Sarri nella lunga intervista a Vanity Fairsquadre medie di grandi giocatori o grandi squadre di giocatori medi. Io lavoro su questo. Il fuoriclasse è quello a disposizione della squadra, altrimenti è solo un bravo giocatore. Siamo pieni di palleggiatori fenomenali. Pure ai semafori. Il divertimento è contagioso se collettivo. Se ti diverti da solo, in 5 minuti arriva la noia“. Il tecnico ha concluso le sue dichiarazioni parlando della sua abitudine di seguire le gare in tuta: “Se la società mi imponesse di andar vestito in altro modo, dovrei accettare. A me fanno tenerezza i giovani colleghi del campionato Primavera che portano la cravatta su campi improponibili. Mi fanno tristezza, sinceramente. Le mie superstizioni? Ne ho meno di quelle che mi attribuiscono. Ho smesso di vestire solo di nero. Mi è rimasta l’abitudine di non mettere piede in campo, dentro le linee dico, finché la partita non è finita. Prima o poi abbandonerò pure questa: già in certi stadi le panchine son dalla parte opposta degli spogliatoi e il prato devo calpestarlo per forza. Quando cominci a vincere, le scaramanzie finiscono“.

Sarri sembra, dunque, essere molto propenso a tornare nel nostro paese e nel nostro campionato, adesso i tifosi aspettano l’evolversi della trattativa per capire se sulla panchina bianconera l’anno prossimo potrà esserci quello che per anni è stato il nemico numero uno. Anche per questa ragione alcuni sostenitori della Juventus non sono troppo convinti sull’arrivo di Sarri per sostituire Allegri e su Twitter è divenuta già di tendenza l’hashtag #Sarriout.

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