Valentino Rossi nel Gran Premio d'Italia di MotoGP 2019 al Mugello (Foto Michelin)
Valentino Rossi nel Gran Premio d’Italia di MotoGP 2019 al Mugello (Foto Michelin)

MotoGP | Sprofondo Valentino Rossi: e ora? Si ritira dalla MotoGP oppure… rilancia?

Doveva essere la solita festa, nelle speranze sue e ancor più dell’esercito dei suoi tifosi di giallo vestiti che come sempre hanno affollato le tribune del Mugello. Invece il Gran Premio d’Italia, quello che lo vide trionfare per nove volte in carriera, per Valentino Rossi si è trasformato in un autentico calvario: diciottesimo in griglia di partenza, toccato da Joan Mir e poi finito nella ghiaia, come non gli capitava da ben venti mesi a questa parte. Certo, forse sognare il suo decimo successo in casa significava volare un po’ troppo con la fantasia, ma qualcosa di più era più che lecito aspettarselo: tanto più che un disastro del genere, per giunta a domicilio, il Dottore non lo aveva mai vissuto.

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Lui ci ha messo del suo, e questo va riconosciuto: senza quell’errore nella terza sessione di prove libere sarebbe passato comodamente alla seconda fase delle qualifiche e, dunque, a questo punto probabilmente staremmo raccontando un altro weekend. Ma ciò non toglie che le responsabilità principali, ancora una volta, sono in carico alla Yamaha. Troppo lenta, sia in velocità di punta che in accelerazione, per poter competere su un tracciato super rapido come quello toscano, e per giunta alle prese con i soliti problemi di gestione della gomma posteriore, che si ripresentano puntuali ogniqualvolta la colonnina di mercurio del termometro comincia a salire. Lo dimostra il fatto che, in prova, alcuni suoi compagni di marca come Fabio Quartararo o Franco Morbidelli siano riusciti a metterci una pezza studiando traiettorie alternative per sfruttare la percorrenza di curva; ma in gara, con il traffico delle altre moto, alla fine siano stati risucchiati pure loro nel gruppone. La migliore delle M1 in gara è stata dunque quella di Maverick Vinales, appena sesto e staccato di oltre sette secondi dalla vetta.

L’ultima spiaggia per Valentino Rossi e la Yamaha

Parlare di crisi, a questo punto, è una tentazione comprensibile, ma sarebbe probabilmente eccessivo e troppo allarmista. Del resto, Valentino Rossi rimane pur sempre in quinta posizione in classifica generale ed è stato autore di prestazioni maiuscole in questo inizio di stagione. Lo stesso fenomeno di Tavullia ha messo subito in chiaro che, nonostante in questo periodo sia molto difficile mantenere alto il livello di entusiasmo, di divertimento e di spensieratezza che lo ha sempre guidato in carriera, di ritirarsi anzitempo dalla MotoGP non ci pensa nemmeno. Però qualcosa dovrà pure succedere. E, per invertire la tendenza, servirà necessariamente una reazione tecnica da parte degli ingegneri Yamaha in Giappone, chiamati a ribaltare un progetto ormai anacronistico e poco evoluto, a risolvere i difetti congeniti che da tre anni a questa parte continuano ad affliggere la moto dei Diapason.

In Sol Levante ci stanno già lavorando, e non da oggi, ma l’impressione è che per vedere un barlume di luce in fondo al tunnel occorrerà attendere ancora un bel po’ di tempo. Almeno il mese di agosto, quando nella giornata di test in programma dopo il Gran Premio di Brno è atteso il debutto in pista del primo prototipo della M1 in versione 2020. Per un’impossibile rimonta iridata sarà ormai tardissimo, ma quella sarà comunque l’ultima speranza di Valentino Rossi per poter sognare di costruirsi un futuro più roseo. Almeno nella prossima stagione, l’ultima del suo contratto con Iwata e probabilmente l’ultima della sua carriera nel Motomondiale. Oppure no?

Fabrizio Corgnati