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(Getty Images)

I sindacati sabato hanno protestato contro il taglio delle perequazioni e delle pensioni elevate, misura che porterà nelle casse dello stato circa 2,5 miliardi di euro per cercare di attutire l’impatto di reddito di cittadinanza e quota 100.

Sabato scorso, 1 giugno, i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato in Piazza San Giovanni a Roma contro il Governo con circa centomila pensionati. La ragione della protesta era legata al taglio delle perequazioni, il quale, in unione al taglio delle pensioni elevate, dovrà attutire l’impatto finanziario di reddito di cittadinanza e quota 100. Questa manovra porterà nelle casse del governo una cifra che si aggira sui 2,5 miliardi di euro nel triennio 2019-2020.

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Tagli alle pensioni: i sindacati scendono in piazza per protestare

Le bandiere dei sindacati Cgil, Cisl e Uil sabato scorso hanno riempito numerose piazze d’Italia, tra cui quella di San Giovanni a Roma dove sono scesi a manifestare circa centomila pensionati. La protesta era legata al taglio delle perequazioni e delle pensioni elevate, misure che dovranno ridurre l’impatto di reddito di cittadinanza e quota 100. Secondo quanto riportato dalla redazione de Il Giornale, questi tagli faranno incassare allo Stato circa 2,5 miliardi di euro in tre anni, 3,5 per i sindacati, dei quali 330 milioni solo nel 2019 (253 milioni dal blocco delle rivalutazioni e 76 milioni dalle pensioni d’oro). Secondo Il Giornale, lo Stato questo mese preleverà 118 milioni di euro in un giorno solo dalle pensioni degli italiani, nello specifico: 105,4 milioni del maxi conguaglio riferito al trimestre gennaio-marzo sul blocco delle indicizzazioni delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo (cioè dai 1.522 euro lordi in su), e gli altri 12,6 milioni che arrivano dall’applicazione del contributo di solidarietà per le cosiddette “pensioni d’oro”. A questi si aggiungono due tranche da 10,5 milioni che saranno trattenute a luglio e ad agosto, poiché la decurtazione ha inizio proprio da questo mese e si terminerà di conguagliare il periodo gennaio-maggio. I tagli, che riguardano anche le pensioni d’oro, per la maggior parte sarà irrisorio, ma nel complessivo si accumula un entrata notevole per l’Erario.

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