Roberta Ragusa
Roberta Ragusa (Foto dal web)

Il settimanale Giallo ha pubblicato le intercettazioni tra la figlia di Roberta Ragusa, la donna scomparsa nel 2012 da Gello, e Sara Calzolaio, amante all’epoca ed ora compagna di Antonio Logli.

Tra circa un mese e mezzo, il prossimo 20 luglio, la Corte di Cassazione dovrà esprimersi in merito al caso Roberta Ragusa, l’imprenditrice 44enne scomparsa nella notte tra il 12 ed il 13 gennaio 2012 a Gello, frazione di San Giuliano Terme (Pisa). Per l’omicidio e la distruzione del cadavere della donna è stato condannato in primo ed in secondo grado a 20 anni di reclusione il marito, Antonio Logli. Intanto sulla vicenda sono emersi nuovi dettagli pubblicati dal settimanale Giallo, che nel numero in edicola di questa settimana ha diffuso in esclusiva alcune intercettazioni di conversazioni tra Sara Calzolaio, attuale compagna di Logli e la figlia di Roberta Ragusa.

Caso Roberta Ragusa: le intercettazioni choc tra pubblicate da Giallo

Il settimanale Giallo in edicola questa settimana ha pubblicato alcune intercettazioni in merito al caso Roberta Ragusa, la donna di cui si sono perse le tracce nella notte tra il 12 ed il 13 gennaio 2012Gello, in provincia di Pisa. Le conversazioni rese pubbliche dal settimanale sono tra Sara Calzolaio, attuale compagna di Logli di cui era amante all’epoca dei fatti, e la figlia di Roberta. “Il mio babbo… fa tutte le cose, è diventato una marionetta, e te gli dici cosa deve fare. È la verità ” così si rivolge la piccola di 11 anni il 24 marzo 2013 alla nuova compagna del padre. Dopo la discussione con Sara, la piccola piange con il padre e ripete svariate volte: “Non ce la faccio più!“. Negli stessi giorni in una conversazione intercettata dai carabinieri, si sente la ragazzina dire: “La mamma non ha mai regalato un uovo al babbo, neppure quando erano fidanzati ” e Sara risponde in maniera agghiacciante: “È questa la differenza, purtroppo. Mi dispiace, probabilmente (il papà Antonio, ndr) non sarà mai stato tanto innamorato, oppure lei non lo sapeva nemmeno amare “. In un’altra conversazione registrata e riportata dal settimanale diretto da Andrea Biavardi si sente la piccola gridare “Io voglio la mamma” per poi piangere a dirotto ed in questo caso la nuova compagna del padre risponde: “Anche io voglio la tua mamma. Anche io voglio che torni a casa, anche io vorrei fare la fidanzatina felice, la ragazzina, ma non ho mai fatto la ragazzina“. Il 7 aprile del 2013 le cimici installate dai carabinieri registrano un nuovo litigio tra la bambina e la donna: “Devi stare attenta – urla Sara Calzolaio- a come si parla, a cosa dici, te datti fuoco!” e la piccola dalla sua cameretta replica: “Io non mi do fuoco! Dattelo te!“. Due giorni dopo la bambina confida a Sara di aver visto dei mostri e di aver sognato che il corpo della madre fosse stato ritrovato: “Scusa -chiede Sara- non hai dormito, come hai fatto a vedere i mostri? ” e la piccola risponde: “Lo sento…Di mia madre hanno trovato il corpo“. Infine alla fine di aprile, nelle intercettazioni già inserite dagli inquirenti nel fascicolo d’inchiesta sulla scomparsa di Roberta Ragusa, si sente un litigio tra la piccola in lacrime ed il fratello, a questo punto interviene Sara che urla: “Basta! Non ti agitare, papà non può salire“. Il pianto della piccola non si interrompe e la donna esclama: “Allora rimani per terra. Cosa ti devo dire? Però non voglio sentire urlare. Alzati. Alzati e vai a mettere a posto. Guarda, veramente, anche se continui non succede nulla, ti ripeto, non cambia niente“. La bambina grida: “Aiuto!“, ma Sara non cede: “La scenata non serve a niente…“.

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Caso Roberta Ragusa: le relazioni degli psicologi sulla famiglia Logli

Il settimanale Giallo poi si sofferma sulle perizie degli psicologi a cui si sottoposero tutti i membri della famiglia Logli dopo la scomparsa di Roberta Ragusa. “Sia il padre che i nonni dei minori – si legge nelle relazioni- tendono a banalizzare e a minimizzare il dolore e le ripercussioni della scomparsa della signora Ragusa sui due ragazzi, con qualche distinguo per la nonna, che (al contrario di Antonio Logli e del padre Valdemaro, ndr) non crede possibile un allontanamento volontario dato l’amore immenso che questa nutriva per i figli.Tutte le persone da noi sentite descrivono la signora Ragusa come una madre sempre centrata sui figli e in simbiosi con questi, caparbia e determinata. A nostro avviso è importante segnalare come i due ragazzi vivano la scomparsa della madre in modo differente: la bambina pensa a un possibile rientro della madre e fantastica di come ‘sistemare’ le questioni relazionali in famiglia collocandosi con il padre e la compagna di questi in un altro appartamento, e lasciando la casa familiare alla madre. Il ragazzo, invece, mostra più sofferenza a distanziarsi dalla tesi del papà e del nonno e mestamente ha confidato che pensa che la mamma non si sia allontanata spontaneamente“. Infine in merito ad Antonio Logli, gli psicologi scrivono che “mostra la tendenza a non essere spontaneo e trasparente nel riferire i fatti e le emozioni. Quando gli è stato fatto notare che non aveva riferito la verità sulla sua convivenza con Sara Calzolaio, ha negato immediatamente la realtà e poi ha goffamente tentato di giustificarsi con un ‘non ricordo’. Logli ha difficoltà ad approfondire il punto di vista dei bambini rispetto alle decisioni prese. Vi è la tendenza a mantenere il controllo sui figli, su quanto dicono e quanto fanno. Ha difficoltà a verbalizzare i sentimenti di perdita e sgomento rispetto all’assenza di un componente della famiglia così importante. L’interpretazione della realtà viene proposta in modo manipolato e credibile anche alla presenza dei figli“.

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