Danilo Petrucci sul gradino più alto del podio del Gran Premio d'Italia di MotoGP 2019 al Mugello (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Danilo Petrucci sul gradino più alto del podio del Gran Premio d’Italia di MotoGP 2019 al Mugello (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

MotoGP | Petrucci incredulo: “Non ho ancora capito”. E si scusa con Dovizioso

Se c’era un sogno irrealizzato che fino a questa mattina albergava nella mente di Danilo Petrucci, quello era la sua prima vittoria in MotoGP. Quella che inseguiva ormai da otto stagioni, da ben 124 Gran Premi. E se c’era un luogo tra tutti dove avrebbe ambientato questo sogno ad occhi aperti, quello era il Mugello, il teatro del Gran Premio d’Italia, la sua tappa di casa del Motomondiale. Ecco, da oggi questo per Petrux non è più solamente il sogno di una vita. È diventato una splendida realtà.

Alla sua prima apparizione in patria da pilota ufficiale della Ducati, Danilo Petrucci è riuscito a conquistare il suo primo successo in carriera, il secondo podio consecutivo, l’ottavo della sua vita. Ma è un trionfo che i numeri non riescono a spiegare a sufficienza in tutta la sua portata emotiva. E figuriamoci se ci riesce un Petrucci che, appena sceso dalla sua moto, è ancora profondamente incredulo di quanto ha vissuto in questa domenica magica.

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“È incredibile”, racconta ai microfoni di Sky Sport a caldo. “Ho vinto nel miglior posto del mondo, davanti ai miei tifosi, nella mia città, è stata una gara fantastica. Non riesco nemmeno a descrivere le sensazioni che provo in questo momento, non ho ancora capito di aver vinto. Ringrazio la mia famiglia, i miei amici e tutte le persone che lavorano in Ducati. Ringrazio anche Dovizioso per avermi aiutato durante tutto l’inverno”.

Duello in casa Ducati tra Petrucci e Dovizioso

Già, perché perfino nella sua giornata, quella in cui finalmente è lui il protagonista a finire sul gradino più alto e sotto i riflettori, Danilo Petrucci non manca di ringraziare il suo compagno di squadra, ma soprattutto amico, Andrea Dovizioso. L’unica puntina di rammarico in questa gara perfetta, infatti, sta nella consapevolezza che per cogliere il suo successo personale ha dovuto indirettamente ostacolare la corsa al titolo iridato del suo vicino di box Desmodovi. Non in maniera scorretta, s’intende, ma grintosa sì: Petrucci ha visto un varco alla prima curva dell’ultimo passaggio, quando Andrea e l’altro avversario Marc Marquez avevano allargato la traiettoria quel tanto che basta per permettergli appena appena di passare, e lo ha sfruttato. Peccato solo che, così facendo, Dovizioso si è dovuto accontentare di chiudere terzo e alle spalle di Marquez, suo diretto rivale in classifica generale.

“A un certo punto ho deciso di mettermi davanti e di guidare normalmente, se fossero stati più bravi di me mi avrebbero passato”, spiega infatti il pilota di Terni. “Mi ero detto di attaccare a sette giri dalla fine, ma erano tanti. All’ultimo giro mi hanno passato, ma hanno lasciato aperto uno spazietto piccolissimo, mi sono infilato malgrado ci fosse Andrea. Ho visto che ha rialzato la moto, mi è dispiaciuto molto, ma oggi volevo vincere a tutti i costi. Sapevo che se all’ultimo giro fossi stato davanti avrei avuto una possibilità”.

Ora verso il Mondiale in rosso

Il sorpasso all’inizio del giro finale è stato quello che gli ha spalancato le porte della vittoria, ma prima di concretizzarla ha dovuto vivere la tornata più lunga della sua vita. “Mancava ancora l’ultimo rettilineo”, prosegue Petrucci. “Quando ero primo dopo la Bucine mi sono detto che per come era sempre andata la mia vita solo a me sarebbe potuto accadere di non vincere imboccando il rettilineo del Mugello in testa. E invece ho iniziato a scalare terza, quarta, quinta, sesta, traguardo! Stavolta l’ho vinta io, ho pensato, ho urlato per due minuti, il giro d’onore più faticoso della mia vita. Il terrazzo del Mugello è incredibile, era il sogno della mia vita vincere qui. È merito anche di Dovizioso se sono qui, mi spiace per i punti che ha perso oggi, ma mi hanno preso per vincere almeno un GP e ora possiamo concentrarci sulla caccia a Marquez”.

Insomma, il primo obiettivo stagionale è centrato: dimostrare a se stesso e alla Ducati di essere un pilota vincente e di meritare quel rinnovo di contratto nel team ufficiale anche per la prossima stagione, che al momento è ancora in sospeso. Sul secondo Petrux già non ha dubbi: il campionato del mondo per la sua squadra. E in quel caso sì che aiuterà volentieri l’amico Dovizioso.