Valentino Rossi all’esame Mugello: perché può farcela (e perché no)

Valentino Rossi sulla Yamaha nella MotoGP 2019 (Foto Michelin)
Valentino Rossi sulla Yamaha nella MotoGP 2019 (Foto Michelin)

MotoGP | Valentino Rossi all’esame Mugello: perché può farcela (e perché no)

Da una parte c’è la spinta del passato: al Mugello, Valentino Rossi e la sua Yamaha hanno tradizionalmente sempre saputo imporre il proprio dominio. Nei bei tempi andati, il Dottore è stato capace di trionfare in ogni singola edizione dal 2004 al 2008, e in totale di successi nella classe regina ne ha conquistati ben sette davanti al suo pubblico di casa. Ma, anche più recentemente, la striscia positiva non si è interrotta: un anno fa da queste parti Vale partì in pole position, e se alziamo lo sguardo ad entrambi i portacolori della Casa dei Diapason, scopriamo che questa è l’unica pista in cui nelle ultime quindici stagioni una M1 è sempre salita sul podio.

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Dall’altra parte, però, c’è la dura realtà del presente. Queste stesse statistiche promettenti erano valide per l’ultima tappa di Le Mans, un altro circuito storicamente amico dell’accoppiata RossiYamaha: eppure, stavolta, sia lui che i suoi compagni di marca hanno clamorosamente mancato gli appuntamenti con la prima fila della griglia di partenza e con il podio finale. Per quanto la moto di Iwata abbia indubbiamente migliorato la propria base rispetto al modello precedente, i suoi difetti congeniti continuano purtroppo a farsi sentire. Il motore resta troppo poco potente, la velocità di punta e l’accelerazione eccessivamente deficitarie per poter pensare di lottare ad armi pari con Honda e Ducati per il titolo mondiale. E questi limiti emergeranno in modo particolarmente evidente proprio in un tracciato come il Mugello, con i suoi rettilinei superveloci.

Per Valentino Rossi è difficile, ma non impossibile

In compenso, in termini di ciclistica e di guidabilità la Yamaha è sicuramente in grado di giocarsi le sue carte e in questo inizio di Motomondiale, pur tra alti e bassi, sia Valentino Rossi che Maverick Vinales, per non parlare dei piloti satellite Fabio Quartararo e Franco Morbidelli, si sono spesso e volentieri affacciati nelle prime posizioni. “Penso che potremo essere più veloci di Le Mans”, si è azzardato a pronosticare alla vigilia il fenomeno di Tavullia. Con un pizzico di fortuna e l’aiuto dei tifosi, le prospettive per un buon risultato sembrano esserci. La vittoria appare un traguardo decisamente più complicato. Ma d’altro canto il nove volte iridato ci ha più volte abituato che per lui la parola “impossibile” non esiste.

Fabrizio Corgnati

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