La Ferrari di Sebastian Vettel in pista nel GP di Montecarlo di F1 2019 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Sebastian Vettel in pista nel GP di Montecarlo di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, il calendario della riscossa: conto alla rovescia per la nuova SF90

Il titolo mondiale di F1 2019 è già volato via in direzione Stoccarda. E questo, al netto delle dichiarazioni ufficiali di circostanza, ormai lo hanno capito proprio tutti. Alla Ferrari resta un obiettivo, di consolazione ma non per questo meno importante: salvare, se non l’intera stagione, almeno la faccia, la propria dignità agonistica. Evitare un en plein di vittorie senza precedenti targato Mercedes. Non trasformare questa annata in una deprimente ripetizione del 2016, l’unico campionato del recente passato concluso senza uno straccio di vittoria.

È un compito che spetta indubbiamente ai piloti, che entrambi in effetti hanno il dovere di fare qualcosa di più, se vogliono conservarsi un posto a Maranello: Sebastian Vettel scrollandosi di dosso l’evidente disillusione che lo avvolge, Charles Leclerc tenendo a bada quel comprensibile entusiasmo giovanile che lo porta spesso e volentieri a strafare. Ma è un compito che, soprattutto, riguarda il reparto ingegneristico, proprio in questo periodo al centro di una drastica rivoluzione che coinvolge tutti gli uomini e tutti i ruoli.

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Appuntamento con la nuova Ferrari SF90

Insomma, tutte le speranze della Ferrari in questo 2019 sono appese all’attesissima versione B della SF90, al nuovo modello ripensato, ridisegnato e ricostruito che è attualmente allo studio nel quartier generale della Rossa. La squadra dei progettisti lavora a pieno regime alla ricerca di soluzioni in grado di superare i difetti congeniti di questa macchina nata male, con troppo sottosterzo nelle curve lente e troppo poco carico aerodinamico per poter gestire al meglio le gomme. Il problema è che, per rifare una monoposto da zero (o quasi) occorre non solo molto budget, un aumento di spesa che il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Louis Camilleri hanno già approvato, ma soprattutto molto tempo.

“Stiamo lavorando per avere un pacchetto di sviluppi che migliori la vettura, ma non so quando riusciremo a portarlo in pista”, ha confessato candidamente il team principal Mattia Binotto al termine del weekend di gara di Montecarlo. Le ultime indiscrezioni fissano la scadenza al Gran Premio di Francia che si terrà a Le Castellet il prossimo 23 giugno: lì dovrebbe arrivare un’evoluzione significativa, sotto l’aspetto meccanico e aerodinamico. Ma nel frattempo il calendario della Formula 1 propone un altro appuntamento: il Gran Premio del Canada, che si disputerà il 9 giugno. E quella di Montreal, in cui pure la Ferrari schiererà ancora la “vecchia” SF90, potrebbe rappresentare la migliore chance avuta finora dal Cavallino rampante.

Merito non del lavoro della Scuderia, bensì semplicemente delle peculiarità tecniche del circuito semi-cittadino intitolato a Gilles Villeneuve: fatto di lunghi rettilinei in cui scatenare tutta la sua velocità di punta, staccate violente in cui sfruttare la sua stabilità, e uscite di curva in cui poter approfittare dell’ottima trazione. Insomma, sulla carta il mix perfetto per mascherare i limiti ed esaltare invece i punti di forza di questa vettura. Ai piloti ed al team non resterà che cercare di massimizzare il potenziale su quella particolare pista, evitando di ripetere i clamorosi errori visti nel recente passato. Con la consapevolezza che un’occasione così ghiotta potrebbe non ripresentarsi più. Almeno quest’anno.

Fabrizio Corgnati