INTERVISTA ESCLUSIVA – Caso Mario Biondo, la madre: “Pagamenti dal conto di mio figlio la sera della morte”

Mario Biondo
Mario Biondo e la madre Santina

L’intervista esclusiva alla madre di Mario Biondo, il cameraman ritrovato morto a Madrid il 30 maggio 2013 nella casa in cui viveva con la moglie.

In questi giorni si è parlato molto del caso di Mario Biondo, il cameraman siciliano ritrovato morto impiccato a Madrid il 30 maggio 2013 nella casa in cui viveva con la moglie, la conduttrice spagnola Raquel Sanchez Silva. La Procura Generale di Palermo proprio in queste settimane per cercare di far luce sulla vicenda ha deciso di prorogare la fase di indagine di altri sei mesi anche in attesa della relazione della terza autopsia effettuata sulla salma del giovane 31enne. La nostra redazione ha contattato la madre di Mario Biondo, Santina D’Alessandro, per un’intervista esclusiva riporta di seguito.

Il 30 maggio saranno 6 anni dalla scomparsa di Mario, organizzerete un evento per ricordarlo?

Abbiamo organizzato un evento per ricordare Mario. Il 30 maggio alle 21 in Piazza Verdi a Palermo, davanti il teatro Massimo, verranno proiettate le foto ed i video di Mario. Verrà mostrata anche una foto di una stella che una nostra amica, Salvina Cinturino, ha acquistato online intitolandola a Mario. La stella fa parte della costellazione del cancro, il segno zodiacale di mio figlio“.

In merito alla morte di suo figlio, sono emerse molte circostanze non ancora chiarite del tutto dalle versioni contrastanti della moglie, alle perizie sui computer. Cosa pensa di tutto questo? Perché secondo lei non è emersa la verità?

Troppe cose oscure in Spagna, per questo non è emersa la verità. Ho sempre pensato che le persone possano suicidarsi, però il suicidio come l’omicidio deve essere dimostrato. Tra le due cose passa un filo sottile ed a volte alcuni omicidi passano per suicidi. Io non ho mai creduto che mio figlio si sia tolto la vita andando in Spagna e più ho scavato e più sono emerse nuove circostanze nascoste che alimentano i dubbi. Se si fosse trattato di un suicidio, perché questo cambio di versioni? Perché il cambio degli orari del ritrovamento del cadavere? Perché quell’atteggiamento strano di Raquel? Perché lei mi avrebbe fornito addirittura tre versioni? Tutto questo poi ha portato la Procura di Palermo ad aprire un fascicolo d’indagine per omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione.

Nel certificato di morte arrivatomi da Madrid -prosegue Santina- mio figlio sarebbe morto alle 6:00 del mattino, mentre nella relazione il medico legale stabilisce intorno alle 4:00. Strano anche perché intanto Andrea aveva dichiarato alla trasmissione Chi l’ha visto? che suo fratello Mario aveva fatto l’accesso su WhatsApp l’ultima volta alle 5:59. Il professor Procaccianti, perito della Procura, però, ha trovato residui di carne nello stomaco di mio figlio, dunque, come dichiarano i nostri consulenti bisogna anticipare la morte di Mario tra l’1:00 e le 2:00 del mattino. Dalle foto della scena del delitto, inoltre, tutti i nostri periti hanno affermato che si tratta di un omicidio. Anche il criminalista di Barcellona Lluis Duque Arnaiz conferma che si sia trattato di un omicidio e di un riposizionamento del corpo. Nella sua relazione Arnaiz scrive che quando un agente della polizia si trova davanti a questa immagine dice ‘lo hanno suicidato’“.

In un’intervista rilasciata a Le Iene il criminologo Navasquillo avvalora la tesi del suicidio, lanciando anche delle accuse nei vostri confronti. Cosa ne pensa di tali dichiarazioni?

Il criminologo Navasquillo -spiega la madre di Mario Biondo- aveva già parlato di suicidio nel dicembre 2013, pochi mesi dopo la morte di Mario. Noi lo avevamo ingaggiato per far luce su quanto accaduto per un onorario di 6 mila euro e lui ci disse di essere convinto che si fosse trattato di un omicidio. Successivamente nel 2014 pubblicò la prima pagina della sua relazione e nel 2016 un libro riguardo l’investigazione sulla morte di mio figlio attingendo dai dati della sua relazione. Questo non poteva assolutamente farlo, è molto grave deontologicamente e legalmente, sono dati protetti dalla legge sulla privacy, infatti, anche sulla sua relazione vi era riportata una dicitura in cui si specificava che era vietato rivelare quanto riportato al suo interno a meno che non fosse un giudice a chiederlo o la famiglia. La conferma del suo comportamento è arrivata quando a telecamere abbassate dice di avere delle informazioni che avrebbe riferito al giudice nel momento in cui alcune persone potrebbero essere accusate dell’omicidio di Mario, a tutela di quest’ultime“.

La Procura Generale di Palermo ha deciso di prorogare per ulteriori sei mesi la fase d’indagine sul caso Mario Biondo. Secondo lei quanto ha influito nell’avvicinarsi alla verità lo spazio dedicato dai mass media al caso?

Sicuramente il lavoro dei giornalisti ha aiutato a tenere alta l’attenzione sul caso. Le Iene per esempio hanno reso chiaro certi aspetti che non erano mai stati rivelati da alcune trasmissioni, anche se il lavoro principale lo hanno fatto i nostri periti. In un primo momento Raquel ci disse di non mettere Mario in un circo mediatico, ma io l’ho fatto per far sì che l’attenzione sul caso rimanesse alta. Per quanto riguarda la verità sul caso, al momento c’è una difficoltà nella consegna della relazione autoptica per quanto riguarda la seconda esumazione del corpo di Mario avvenuta il 5 novembre 2018. Adesso il caso è in mano alla Procura Generale a seguito della nostra richiesta di avocazione dei primi due magistrati che avevano seguito la vicenda”.

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Quei dati cancellati dal computer, quelle connessioni a reti wifi dopo la morte di suo figlio. Cosa pensa, alla luce dei fatti emersi, che possa aver trovato Mario, magari quella sera stessa del 30 maggio?

Il perito della Procura ha esaminato i due computer di Mario, il fisso ed il portatile, da cui è emerso siano stati cancellati 996 GB di dati solo da un hard disk che Raquel afferma si trattassero di sue fotografie, ma mi risulta impossibile. Secondo le perizie informatiche, Mario ha effettuato delle ricerche dal 9 maggio su siti porno sempre cercando come parola chiave il nome della moglie. Quando noi siamo andati in Spagna dopo la morte, ci siamo recati nella casa in cui viveva mio figlio ed una volta sedutami nella sua postazione dove vi era il computer, sotto la testiera ho trovato un foglio con su scritto a penna un link, con la calligrafia di Mario. Raquel accorgendosi del foglio ha iniziato ad urlare di aver fatto spegnere quel link chiedendosi come Mario avesse fatto a scoprirlo. Mi chiedo perché quell’indirizzo era scritto a penna? Di solito questi link si inviano attraverso WhatsApp, Messenger o email, è come se qualcuno glielo avesse dettato al telefono“.

Inoltre -prosegue la madre di Mario Biondo- mesi dopo, il perito informatico della Procura ha scoperto un’altra circostanza: il pomeriggio stesso che Mario è morto riceve un’email relativa ad un’assicurazione. Quest’ultima prevedeva un premio assicurativo di 15mila euro se fosse capitato qualcosa a Mario e, nel caso in cui nel giorno stesso di un eventuale incidente Mario avesse effettuato un pagamento, tale premio raddoppiava. L’assicurazione partiva da mezzanotte del 30 maggio (la sera della morte di Mario, ndr) e dal conto di mio figlio risultano esserci tre pagamenti al club Baronet di Madrid, sicuramente quando Mario era già morto. Questa email era stata cancellata, ma è stata ripescata dal perito informatico della Procura che ha effettuato le perizie sui computer di Mario. Io sono stata a chiedere informazioni a questa assicurazione nella loro sede di Madrid, dato che Raquel aveva affermato a tutto il mondo che si fosse trattato di un ‘disgraziato incidente’ e per capire se avesse ritirato il premio assicurativo. Gli operatori dell’agenzia oltre a dirmi che il premio non era stato ritirato, poiché non valido dato che il pagamento di ottobre non era stato saldato, non mi hanno dato ulteriori risposte. Successivamente alcuni profili fake su Twitter mi hanno accusato di essermi recata a Madrid per riscuotere il premio, ma come lo hanno saputo? Noi non lo abbiamo detto a nessuno e soprattutto io sono andata a chiedere solo delucidazioni, a me non interessa nulla dei soldi volevo far luce su questa circostanza”.

Per chiudere, quanto secondo lei si è vicini alla verità dei fatti dopo i nuovi sviluppi ed accertamenti della Procura?

Io ho pensato di essere vicina alla verità nel momento in cui la Procura Generale ha chiesto una nuova esumazione. In quel momento abbiamo pensato che gli inquirenti avessero ritenuto attendibili le perizie dei nostri periti e volessero far luce sul caso. Io sono convinta che si arriverà alla verità e che gli assassini di mio figlio pagheranno“.

Intervista a cura di Marco Spartà

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