Monza trema: il Gran Premio d’Italia di Formula 1 potrebbe cambiare pista

La partenza del Gran Premio d'Italia di Formula 1 a Monza (Foto Ferrari)
La partenza del Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza (Foto Ferrari)

F1 | Monza trema: il Gran Premio d’Italia di Formula 1 potrebbe cambiare pista

Il Gran Premio d’Italia resterà nel calendario della Formula 1? La fatidica domanda che si pongono tutti gli appassionati nostrani delle quattro ruote è ancora senza risposta. Le quotazioni della tappa tricolore del Mondiale erano salite a inizio mese, quando l’Automobile club d’Italia aveva trovato un accordo con la Liberty Media, organizzatrice della serie, per continuare a correre nel nostro paese fino al 2024. Ma il sito ufficiale della F1 ha chiarito nei giorni scorsi che “una firma formale” sul contratto non è ancora stata messa nero su bianco. E anche il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, si è visto dunque costretto ad ammettere che “continuiamo le trattative con la F1 per arrivare ad una firma rapidamente”.

I problemi, però, non si fermano ai rapporti con la Formula 1: ancora più burrascosi sono quelli tra l’Aci e il Comune di Monza. Già, perché l’amministrazione locale ha avanzato delle notevoli pretese economiche nei confronti dell’autodromo: il sito specializzato Automoto parla di quasi 900 mila euro di Imu, 450 mila solo per il taglio dell’erba nel parco e addirittura una percentuale del 2% sulle vendite dei biglietti. Richieste che, sul fronte dell’Aci, che indirettamente gestisce il circuito brianzolo, vengono ritenute semplicemente irricevibili. Se non si troverà un punto d’accordo, il rischio che si arrivi ad una rottura definitiva sembra essere molto elevato.

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Monza, attenta: Imola e il Mugello sono pronte

Tanto che lo stesso Sticchi Damiani, presente nel paddock del Gran Premio di Montecarlo questo weekend, ha lanciato un velato avvertimento a Monza nella sua intervista ai microfoni di Sky: “Al 90% ci sarà nei prossimi cinque anni un Gran Premio in Italia”, ha affermato, senza citare la location della gara. E, nel caso in cui la questione non fosse stata ancora chiara, ha ulteriormente ribadito: “Per me Monza è al primissimo posto senza dubbio, ma si devono verificare alcune condizioni”. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Anche perché, nel frattempo, le alternative allo storico tempio della velocità si stanno facendo avanti, eccome. In pole position, tra gli impianti candidati ad ospitare la gara nel caso di un clamoroso trasloco da Monza, c’è ovviamente Imola, già sede del Gran Premio di San Marino fino al 2006. Una decina di giorni fa si sono recati al Santerno degli ispettori, per verificare lo stato del tracciato, che potrebbe essere sistemato con poche modifiche. Da parte sua, la Regione Emilia Romagna sarebbe pronta a mettere sul piatto sostanziosi investimenti per riavere la Formula 1. Altrimenti, c’è sempre il Mugello, la pista di proprietà della Ferrari che già accoglie la MotoGP. E che piacerebbe tanto ai grandi boss della Liberty Media. Ma, comunque vada a finire, per approntare un nuovo autodromo alle richieste del Mondiale ci vorrebbero comunque diversi mesi. Tanto che il pericolo più grande è che nel 2020 non si corra nessun Gran Premio d’Italia, e che se ne riparli solo a partire dal 2021.

Fabrizio Corgnati