I tecnici della Ferrari (Foto Ferrari)
I tecnici della Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari lancia il mercato degli ingegneri: strappato un tecnico alla Red Bull

Squadra che vince non si cambia, recita un vecchio detto dello sport. Ma, potremmo aggiungere noi, squadra che perde invece sì. In casa Ferrari sembra essere definitivamente maturata la consapevolezza che dietro alla crisi tecnica che la sta tormentando in questo inizio di stagione di F1 2019 c’è un problema umano, ovvero un reparto ingegneristico che non si è sempre rivelato all’altezza della situazione. Per questo motivo, se vuole trovare al più presto la via d’uscita dal tunnel buio che ha imboccato (e non ci riferiamo a quello di Montecarlo dove si corre questo fine settimana), la Rossa deve prima di tutto rafforzare lo staff che lavora a Maranello, alle dipendenze del team principal e direttore tecnico Mattia Binotto.

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Tra grandi ritorni e nuovi arrivi

Una prima pedina è già stata sistemata nei giorni scorsi: il ritorno dell’ex capo progettista Simone Resta, il cui prestito alla cugina Alfa Romeo (dove ricopriva il ruolo di dt) sembrava aver destabilizzato la fase di disegno dell’attuale Ferrari SF90. Resta dovrebbe tornare alla base a partire da giugno, in tempo dunque per mettere la sua preziosa firma sulla monoposto del 2020. Ma un uomo solo, per quanto esperto e competente, non basta, e del resto la progettazione non è l’unico problema incontrato dal Cavallino rampante in questi mesi. L’altro riguarda il lavoro di analisi e di simulazione sugli assetti e le messe a punto. Fino all’anno scorso, uno dei principali punti di forza della Ferrari era infatti la sua capacità di migliorare notevolmente le prestazioni dalle prove libere del venerdì alle qualifiche del sabato. Un risultato che era frutto del lavoro svolto sul famoso “ragno” in fabbrica, dai piloti del simulatore che allora erano Antonio Giovinazzi e Daniil Kvyat.

Oggi che i due sono tornati a correre a tempo pieno, a sostituirli sono stati gli ex titolari Pascal Wehrlein e Brendon Hartley, insieme ai sempreverdi italiani Antonio Fuoco e Davide Rigon. Peccato che il rendimento delle loro simulazioni non sia più lo stesso ottenuto dai loro predecessori: non certo per colpa dei piloti, ma probabilmente del software, che fornisce dati non più così in linea con quelli raccolti nella realtà della pista. Insomma, per farla breve serviva un nuovo ingegnere in grado di sistemare i problemi al simulatore, che nella Formula 1 supertecnologica di oggi è diventato uno strumento chiave. Ed è stato individuato: si tratta di Marco Adorno, attuale leader dell’analisi e della simulazione sulla dinamica del veicolo alla Red Bull. Il tecnico italiano, che lavora a Milton Keynes ormai da oltre otto anni dopo aver avuto esperienze precedenti anche in Piaggio e Airbus, sarebbe, secondo quanto rivela il Corriere della Sera di oggi, l’ultimo ingaggio di peso della Ferrari, che lo ha strappato ai Bibitari.

La Ferrari cambia tutto

La rivoluzione umana nel reparto tecnico della Scuderia, insomma, è cominciata a tutti gli effetti. Ma non si limiterà a spostare solo qualche casella: in estate è previsto il ritorno di molti altri ingegneri e la promozione di quelli più meritevoli che già lavorano a Maranello, in diversi ruoli. L’obiettivo è quello di porre delle solide fondamenta per poter costruire un futuro che, stavolta, si spera porti davvero in Italia i successi sperati.

Fabrizio Corgnati