La Ferrari di Sebastian Vettel in pista nel GP di Montecarlo di F1 2019 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Sebastian Vettel in pista nel GP di Montecarlo di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Tutti i team rivali all’attacco della Ferrari: “Ha troppo potere in Formula 1”

Tutti contro la Ferrari. Le squadre avversarie vanno all’attacco del Cavallino rampante: stavolta non in pista, dove semmai la Scuderia ricopre il ruolo di inseguitrice, bensì nello scontro politico. Sul tavolo ci sono sempre i nuovi regolamenti attualmente allo studio per il 2021, quando andrà rinnovato il cosiddetto Patto della Concordia che governa le relazioni tra i patron della F1, la Federazione internazionale dell’automobile e le squadre partecipanti.

E proprio in questo documento sta l’oggetto del contendere. Storicamente, all’interno del Patto, la Ferrari non è considerata un team come tutte le altre ma, in virtù del suo valore storico (è l’unica formazione ad aver partecipato a tutti i Mondiali di Formula 1 dalla loro fondazione), detiene un privilegio unico nel suo genere: il diritto di veto, ovvero di bloccare qualsiasi cambio di regolamento che non le stia bene.

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Le accuse dei team principal avversari

Una clausola che i nuovi capi del campionato hanno già fatto sapere di voler cancellare, per rendere lo sport più competitivo e più equo per tutti. E che, stando a quanto hanno dichiarato ieri, nella conferenza stampa a margine del Gran Premio di Montecarlo, diversi team principal avversari, non va giù nemmeno alla concorrenza. “Ad essere onesta, penso che sia semplicemente sciocco”, ha attaccato Claire Williams, figlia della fondatrice dell’omonimo team. “Ho un problema con questo sport per il fatto che mi sembra troppo democratico, l’ho detto apertamente. Credo che la F1 e la Fia dovrebbero avere più controllo sulle regole. La gestione è troppo collegiale e questo è dannoso, perché ciascuno di noi ha punti di vista diversi. Dobbiamo pensare alla sostenibilità futura di questo sport, a proteggere il suo Dna. Non credo che un team dovrebbe avere diritto di veto: per me questo non ha senso”. Della stessa opinione è anche Christian Horner, boss della Red Bull: “Lo si può vedere in due modi. Si può pensarlo come una rete di sicurezza, in modo che la Ferrari sia rappresentante di noi team, ma in ultima analisi loro rappresentano solo la Ferrari. Probabilmente, se dovessimo ripartire da un foglio bianco, non avrebbe senso che questa regola ci fosse: dovremmo avere tutti gli stessi diritti”.

Questo non significa che i rivali non vogliano tenere conto dello status storico della Rossa di Maranello: piuttosto che preferiscano riconosceglielo in altri modi, invece che darle l’ultima parola sulle regole. Non va dimenticato, infatti, che la Ferrari gode già di un’altra posizione privilegiata nella suddivisione degli introiti dai diritti commerciali, di cui si prende sempre una fetta più grande di tutti indipendentemente dai suoi risultati sportivi. “Ci serve una Formula 1 votata al progresso, non sulla difensiva”, spiega Cyril Abiteboul, della Renault. “E la possibilità di bloccare questi processi che possono essere positivi per il nostro sport non è buona. Riconosciamo in pieno il valore specifico che la Ferrari riveste nei confronti di questo sport, ma le sue conseguenze dovrebbero essere commerciali, piuttosto che gestionali”. Gli fa eco l’amministratore delegato della McLaren, Zak Brown: “La Formula 1 stessa vuole ottenere il miglior interesse del nostro sport, ovvero di tutti noi, perciò la cosa ideale sarebbe che ciascuno di noi trattasse per conto suo se e quando è il caso. La Ferrari ha portato grandi vantaggi a questo sport, ma ci sono altri modi di riconoscerglielo”.

La difesa della Ferrari

A difendere questo diritto di veto resta dunque soltanto la Ferrari stessa, che due settimane fa, per voce del suo team principal Mattia Binotto, tentò di presentare questo privilegio, in realtà, come una protezione per il bene comune di tutte le squadre: “Di certo il diritto di veto è importante per la Ferrari, ma penso che lo sia per tutta la Formula 1”, ha dichiarato. “Non protegge solamente noi, ma tutti i team contro delle decisioni che potrebbero andare in senso contrario al loro spirito o al loro interesse. Di questo stiamo iniziando a discutere sia con la Fia che con la F1 e penso che siamo avviati sulla giusta direzione: spero che potremo mantenere gli stessi diritti”. Sempre che la Formula 1 glielo permetta.

Fabrizio Corgnati