Trovato morto bambino di 2 anni, il padre: “L’ho picchiato fino ad ucciderlo”

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Polizia (foto dal web)

È stato fermato a Milano dagli agenti della polizia il 25enne che ha picchiato ed ucciso il figlio, un bambino di 2 anni trovato morto in casa ieri dai soccorsi. L’uomo, ascoltato dagli inquirenti, avrebbe confessato il delitto compiuto all’interno dell’abitazione dove viveva abusivamente con la compagna e gli altri figli.

Tragedia a Milano dove ieri, mercoledì 22 maggio, la polizia di stato è intervenuta in un appartamento sito in via Ricciarelli, nella periferia ovest della città in zona San Siro, ritrovando un bambino di 2 anni morto. A chiamare i soccorsi è stato il padre del bimbo, Aliza Hrustic 25enne italiano di origini croate, che all’arrivo delle forze dell’ordine e del personale medico del 118 non è stato trovato nell’abitazione. Rintracciato dagli agenti di polizia dopo alcune ore grazie alla localizzazione del suo cellulare, Hrustic ha confessato di aver picchiato il figlio fino ad ucciderlo.

Tragedia a Milano, trovato morto bambino di 2 anni: il padre confessa il delitto

Non riuscivo a dormire, mi sono alzato e l’ho picchiato fino a ucciderlo”. Questo è quanto ammesso agli inquirenti durante l’interrogatorio da Aliza Hrustic, un 25enne italiano di origini croate, accusato di aver brutalmente picchiato ed ucciso il figlio di 2 anni all’interno dell’appartamento in via Ricciarelli a Milano dove viveva abusivamente con la moglie e gli altri figli. Hrustic ha affermato, inoltre, secondo quanto riferito dagli inquirenti, di essere stato colto da un momento di rabbia, un raptus, poiché non riusciva a dormire a seguito dell’assunzione di hashish. Nei confronti dell’uomo è quindi scattato un provvedimento di fermo per omicidio aggravato dai maltrattamenti e dalla minore età del bambino. In quei terribili istanti di follia, consumatisi intorno alle 3 di notte tra martedì e mercoledì, in casa c’erano la compagna del 25enne, una donna croata incinta di 5 mesi e gli altri quattro figli della coppia. La donna all’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine ha subito indicato come colpevole il 25enne che dopo aver chiamato il 112 è fuggito, ma poco dopo rintracciato grazie alla localizzazione del cellulare in un appartamento in zona Giambellino, non molto lontano dalla sua abitazione. Secondo quanto riportato dalla redazione de Il Giorno, in Questura è stata ascoltata anche la compagna dell’uomo che avrebbe rivelato di essere stata anch’essa vittima di aggressioni da parte del compagno, soprattutto quando quest’ultimo assumeva hashish.

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