Lewis Hamilton (©Getty Images)

F1 | Hamilton e la conferenza disertata: la polemica continua

Continua a far discutere la decisione presa da Lewis Hamilton mercoledì pomeriggio di non presentarsi alla conferenza stampa ufficiale della FIA e mandare invece al suo posto Valtteri Bottas.

Il motivo di questa assenza, era stato imputato, proprio in avvio dell’incontro con i media, all’incapacità dell’inglese di parlare pubblicamente in quanto troppo sconvolto per la scomparsa improvvisa di Lauda.

Una giustificazione a cui era sembrato non credere lo stesso finnico che, spedito a fare le veci del cinque volte iridato, aveva buttato lì tra l’irritato e lo sbigottito: “L’ho incontrato prima e mi sembrava stesse bene“.

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Deluso da questo atteggiamento distaccato di Ham, si è dichiarato anche John Watson, ex pilota Brabham e team mate del viennese, ferito dalla diserzione di colui che più di tutti avrebbe dovuto invece ricordare pubblicamente l’austriaco.

So che era un suo grande amico, quindi è strano che uno del suo spessore non sia stato in grado di affrontare una conferenza per sottolineare quanto fatto da Niki per la scuderia rendendo così merito al ruolo da lui ricoperto“, la bordata del britannico. “Avrebbe dovuto parlare per rispetto. Affermare di essere tanto disturbato da non riuscire neppure a raccontare la sua ammirazione e quanto l’abbia aiutato, beh, l’ho trovato patetico. A ruoli invertiti Lauda non si sarebbe tirato indietro, ma avrebbe condiviso con la gente il valore di Lewis come campione e la sua schiettezza come persona”.

Ad aggravare la posizione del #44, secondo diverse voci autore di una brutta figura, il suo arrivo nel paddock del Principato tutt’altro che da persona in stato di shock. Anzi, il 33enne sarebbe apparso piuttosto ringalluzzito alla guida della sua MV Agusta rossa.

 

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Chiara Rainis