Simone Resta quando era capo progettista della Ferrari (Foto Studio Colombo/Ferrari)
Simone Resta quando era capo progettista della Ferrari (Foto Studio Colombo/Ferrari)

F1 | Grande ritorno in casa Ferrari: è lui il tecnico per il rilancio della Rossa

La rivoluzione tecnica introdotta tra Azerbaigian e Spagna, con il rinnovamento complessivo tanto dell’aerodinamica quanto del motore, non ha dato i frutti sperati. Così, in casa Ferrari, è giunto il momento di procedere alla rivoluzione umana. Ai vertici di Maranello qualche testa è destinata a saltare, dopo l’inizio della stagione di F1 2019 che ha portato in dote appena tre terzi posti in cinque gare. Ma, soprattutto, sono in arrivo pedine importanti, per rinforzare quel reparto ingegneristico che ha realizzato una macchina come la SF90, rivelatasi ampiamente al di sotto delle aspettative.

Per il momento, nonostante alcune indiscrezioni già circolate di recente, Mattia Binotto, nella sua doppia veste di direttore tecnico e di team principal, non è finito sul banco degli imputati, anzi rimane saldamente al suo posto di comando. Un cambiamento grosso nell’organigramma, però, serve eccome, in particolare nel team dei progettisti, ed è per questo che nei giorni scorsi è già stata presa la decisione di richiamare alla Rossa un grande ex: Simone Resta.

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Da Ferrari ad Alfa Romeo e ritorno

Già capo progettista della Ferrari (portavano la sua firma la SF70H del 2017 e la SF71H del 2018, con le quali Sebastian Vettel lottò a lungo per il Mondiale), l’ingegnere imolese è stato dirottato nel maggio scorso alla direzione tecnica della Alfa Romeo, per volontà dell’indimenticato presidente Sergio Marchionne che voleva rinforzare il Biscione. Da allora, però, i progettisti del Cavallino rampante non ne hanno azzeccata più una: già sul finale dello scorso campionato lo sviluppo della monoposto è ritardato così tanto da compromettere la fase finale della corsa al titolo. E, sempre in quel periodo, senza di lui venivano prese quelle scelte definitive sul telaio e sull’aerodinamica della SF90, che si sono tradotte nei difetti che ora sono ben visibili in pista.

Il rientro di Resta potrebbe non essere l’unico

Insomma, la mancanza di Simone Resta si sente eccome, ed è per questo che tanto il presidente John Elkann, quanto il vicepresidente Piero Ferrari, quanto ancora l’amministratore delegato Louis Camilleri hanno concordato sulla necessità di richiamarlo a Maranello, stando a quanto pubblica oggi La Gazzetta dello Sport. Probabilmente il suo futuro ruolo prevederà responsabilità ancora maggiori rispetto a quelle ricoperte in passato. Con buona pace di Binotto che nel 2016, in un altro periodo di crisi, da allora capo dei motoristi litigò non poco con i telaisti di Resta. Acqua passata, però: ora bisogna pensare al futuro. E iniziare ad immaginare, magari, anche altri grandi ritorni: perché no, proprio quello di Aldo Costa, licenziato troppo fettolosamente nel 2011 da direttore tecnico sull’onda di un’altra crisi, e da allora divenuto uno dei pilastri dell’imbattibile Mercedes.

Fabrizio Corgnati