Luca Cordero di Montezemolo alla presentazione di Roma 2024
Luca Cordero di Montezemolo (Getty Images)

F1 | Montezemolo: “Lauda come Schumacher, Ferrari gli voleva bene”

Luca Cordero di Montezemolo è stato accanto a Niki Lauda per tantissimi anni in qualità di Direttore Sportivo Ferrari. Insieme hanno costruito una delle squadre più vincente della storia della Rossa prima dell’epopea Schumacher. All’epoca l’ormai ex presidente della squadra di Maranello stava muovendo i primi passi al Cavallino Rampante.

Come riportato da “Il Corriere dello Sport”, Montezemolo ha così parlato del suo rapporto con Lauda e Schumacher: “Erano due piloti diversi. Michael parlava di più con Todt. Quando c’era Niki io ero il direttore sportivo e vivevamo uno intorno all’altro. La sera andavamo a cena e lui non pagava mai. Lauda mi è stato vicino in momenti importanti della mia vita. Io lo chiamai come consulente, non dirò mai cosa disse quando lasciai la Ferrari. In Mercedes si è visto che tipo di contributo poteva dare”.

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Lauda aveva un bel rapporto con i meccanici

L’ex presidente Ferrari ha poi proseguito: “Venti giorni fa l’ho sentito l’ultima volta di disse: Ferrari casino. Lo conobbi nel 1973, parlavamo di soldi, lui mi parlava in scellini e corsi a comprare Il Sole 24 Ore per capire le quotazioni della valuta. In Ferrari credo che abbiamo scritto una delle pagine più belle di questo sport. Dicono che un manager si valuta dai risultati, ma io non ne ho visti molti negli ultimi anni, ma lasciamo perdere. Niki era sincero, sempre”.

Montezemolo ha poi parlato del Mondiale ’76: “Quando Lauda disse che quella Ferrari era una merda gli dissi che doveva usare altri termini, ma poi gli diedi ragione. Nel 1976 io e Forghieri gli dicemmo di dire che aveva avuto un problema alla macchina, ma lui non volle. Abbiamo parlato molte volte, ma non si è mai pentito di aver lasciato quella gara. Ferrari gli voleva bene, ogni volta prima della gara gli faceva 9 con le dita perché erano i punti che si assegnavano per la vittoria. Poi si ruppe qualcosa tra i due”.

Infine l’ex manager di F1 ha così concluso: “Tutti pensavano che Lauda fosse un calcolatore, invece era uno che si gestiva. Era terribilmente veloce quando serviva e lo dimostrano le pole. Come Schumacher lui era in continuo contatto empatico con la macchina. Gli facemmo uno scherzo con il capo-meccanico, gli cambiammo la barra di torsione all’anteriore e lui tornò ai box sbraitando. Aveva un bellissimo rapporto con i meccanici, ma qualche volta l’ho dovuto dividere da Forghieri. Mi manca quella F1, mi manca lui”.

Antonio Russo