Omicidio Loris Stival: le dichiarazioni choc di Veronica Panarello

Veronica Panarello
Veronica Panarello (foto dal web)

La trasmissione Quarto Grado ha mandato un servizio con le dichiarazioni di Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni, in cui accusa il suocero Andrea. La donna afferma che ad uccidere il piccolo sarebbe stato proprio Andrea Stival con cui aveva una relazione clandestina.

Nella scorsa puntata della trasmissione Mediaset Quarto Grado, andata in onda venerdì 17 maggio, si è tornati a parlare dell’omicidio del piccolo Loris, il bambino di 8 anni di Santa Croce Camerina (Ragusa) ucciso nel novembre 2014. Per il delitto sia in primo che in secondo grado è stata condannata a 30 anni di reclusione la madre del bambino, Veronica Panarello. Nel servizio mandato in onda è spuntata un nuova dichiarazione della donna riguardo le accuse lanciate in passato nei confronti del suocero Andrea Stival, ritenuto poi dal giudice estraneo ai fatti.

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Omicidio Loris, Veronica Panarello le accuse contro il suocero Andrea: “In quel momento era come se fossi telecomandata

Lo scorso 5 luglio la Corte d’Assise d’appello di Catania ha confermato la condanna in primo grado a 30 anni di reclusione per Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso il figlio di 8 anni, Loris Stival nel novembre del 2014. La donna nei mesi successivi al delitto aveva lanciato pesanti accuse nei confronti del suocero, Andrea Stival, affermando di aver avuto una relazione con lui e che era stato proprio l’uomo ad uccidere Loris, il quale si era accorto della relazione clandestina. Il giudice nel processo ha ritenuto estraneo ai fatti Andrea Stival, il quale ha sporto denuncia per calunnia contro la nuora. In merito a queste accuse la trasmissione Quarto Grado nella scorsa puntata, andata in onda venerdì 17 maggio, ha trasmesso un servizio proponendo delle dichiarazioni fatte dalla Panarello agli esperti dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona di Pozzo di Gotto (Messina) il 9 febbraio 2016. “Quella mattina racconta la madre del piccolo- non ero sola. Ho fatto l’errore più grande della mia vita. Non ho saputo reagire, mi sono fatta prendere dal panico e dalla paura. Potrà dire che sono pazza Andre, potrà dire che non è vero, ma lui quella mattina era con me“.

“Il nervosismo di Loris- prosegue nelle sue dichiarazioni la Panarello– in quei giorni era dovuto al fatto che volesse raccontare della relazione tra me e Andrea a suo padre”. La donna in lacrime poi si sofferma su quella mattina del 29 novembre 2014: “In quel portone non lo vedranno entrare mai entrare mio suocero perché era seduto nel sedile posteriore della macchina. Ho parcheggiato la macchina in garage ed Andrea è salito a casa, quando sono salita c’era la TV accesa e loro stavano già discutendo. Mio figlio era spaventato, aveva paura, lo vedevo dalla sua faccia ed in quel momento Andrea mi ha detto ‘prendi qualcosa per tenerlo fermo perché è troppo agitato’. Io non lo so perché ho preso quelle fascette e gliele ho messe ai polsi. Nel frattempo sono andata a rispondere al telefono, era Davide, non gli ho fatto capire nulla che Andrea fosse in casa, poi sono tornata in camera e ho visto Andrea prendere di scatto un filo sulla scrivania. Sono rimasta pietrificata con gli occhi di mio figlio che mi guardavano spalancati, ma non sono riuscita a fare nulla. La prima reazione che ho avuto è stata quella di andare nello sgabuzzino a prendere le forbici per togliergli le fascette ai polsi, pensando che se non le avesse avute avrebbe potuto difendersi. Tagliate le forbici Loris è caduto a terra, ho cercato di rianimarlo, i graffi che aveva al collo erano le mie mani“. La Panarello poi conclude spiegando agli esperti dell’ospedale giudiziario: “In quel momento era come se fossi telecomandata, quello che mi diceva io facevo. Andrea ha detto di portarlo via, io l’ho messo in macchina e mio suocero si è seduto dietro e quando siamo arrivati al canalone lui l’ha messo sul muretto. Poi mi ha detto che dovevo stare zitta e che saremmo riusciti a gestire tutto“. I legali della Panarello, attualmente detenuta presso la casa circondariale Le Vallette di Torino, hanno presentato ricorso in Corte di Cassazione.

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