Niki Lauda e James Hunt, una sfida leggendaria (VIDEO)

Lauda e Hunt nel paddock
Niki Lauda e James Hunt (Getty Images)

F1 | Niki Lauda e James Hunt, una sfida leggendaria (VIDEO)

C’è stato un tempo in cui la F1 costruiva supereroi, salvo poi distruggerli in una curva. Era la F1 di miti e leggende dove la morte era una compagna che alitava sul collo di ogni pilota. Siamo nella metà degli anni ’70 e nel motorsport c’è un solo nome che è sinonimo di velocità: Niki Lauda.

L’austriaco è il padrone della F1 e guida la macchina più prestigiosa da guidare in quella categoria: la Ferrari. Non va d’accordo con il Drake perché troppo calcolatore, ma vince e questo basta a far durare il rapporto con la Rossa. Al secondo anno a Maranello vince subito il Mondiale, intanto però si affaccia nel circus della F1 un nuovo talento che desta subito discussione: è James Hunt.

Il britannico vive all’opposto di Lauda tra genio e sregolatezza e guida nel ’75 una Hesketh, che tra ritiri e brutti incidenti riesce a portare al successo in Olanda. Nel 1976 arriva per lui l’occasione della vita con la McLaren che si fa avanti. Finalmente arriva il duello tra i due.

Niki Lauda parte subito alla grande dominando la prima parte del Mondiale, in Germania però arriva per lui il dramma. Nell’inferno verde del Nurburgring piove forte e l’austriaco non vuole correre, ma alla fine la gara parte e al 2° giro, dopo un tocco di troppo su un cordolo salta la sospensione della sua Ferrari. La Rossa sbatte contro le barriere e prende fuoco. Sono attimi di panico assoluto. Lauda estratto dalla vettura mostra subito delle condizioni critiche, ma alla fine si salva pur rimanendo per sempre sfigurato.

Per lui comincia subito la riabilitazione mentre James Hunt vince e comincia a scalare la classifica insidiando la leadership dell’austriaco. Enzo Ferrari mette sotto contratto Reutmann mentre Lauda è ancora in ospedale, questo rappresenta il punto di rottura tra i due che porterà viennese a lasciare la Ferrari l’anno seguente subito dopo aver conquistato il titolo con qualche gara di anticipo rispetto alla normale conclusione del Mondiale.

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Il grande ritorno e lo sgarbo del Drake

Niki Lauda torna a Monza, a casa della Ferrari. Il suo volto è ancora avvolto dalle bende. Si fa preparare un casco speciale che gli dia meno problemi possibile, ma ogni volta che se lo sfila il sangue è visibile in esso. Soffre come un matto, ma corre perché lui quel titolo non lo vuole perdere e al suo ritorno chiude 4°.

Si arriva in Giappone con Niki che sembra avere il Mondiale in pugno. Piove a dirotto però, per Lauda è troppo, il ricordo dell’incidente in Germania è fresco e si palesa al 2° giro del GP quando l’austriaco decide di rientrare ai box e ritirarsi. Per questioni di sponsor la gara doveva partire e durare 5 giri, ma nessuno rispettò i patti, compresi i tanti piloti britannici che avevano garantito a Lauda che non avrebbero preso parte al GP salvo poi presentarsi in vettura sulla griglia. Forghieri, all’epoca a capo della Ferrari, proverà a convincere Niki di dire alla stampa che si è trattato di un problema tecnico, ma lui desiste e si prende le sue responsabilità.

Hunt chiude al 3° posto e conquista il suo primo titolo con 1 solo punto di vantaggio su Lauda. La stagione successiva il britannico porterà a casa altre 3 vittorie, ma da lì in poi per lui arriverà un lento declino sino al ritiro avvenuto nel 1979. Di lui scrive Enzo Ferrari nel suo libro Piloti, che gente per descriverne quella che lui identifica come la parabola del pilota: all’inizio il driver vuole a tutti i costi vincere e per farlo supera anche anche i limiti tecnici del mezzo meccanico a propria disposizione arrivando a conquistare il titolo in una sorta di trance agonistica, poi però distratto dalla fama e dal successo perde quel tocco magico e lentamente si eclissa.

La morte per lui arriverà il 15 giugno del 1993 a soli 45 anni a causa di un infarto. Di lui Lauda dirà sempre che è stato il suo avversario più grande, il suo nemico per antonomasia, la sua antitesi. A noi di Tuttomotoriweb.com a questo punto ci piace immaginarli proprio così: uno su una McLaren e l’altro su una Ferrari, James chiede a Niki che ci fa lì e lui gli risponde che è là per sfidarlo. Il semaforo è verde, le macchine partono appaiate, sarà una sfida infinita.

Antonio Russo