Prosciutti
(foto dal web)

La trasmissione Report ha condotto un’inchiesta sulle filiere del prosciutto di Parma e San Daniele scoprendo una presunta truffa nel settore alimentare italiano.

Il programma Report in onda su Rai 2 nella puntata andata in onda ieri si è occupata di un’inchiesta legata al Prosciutto di Parma e al Prosciutto di San Daniele, due eccellenze italiane nel mondo della gastronomia. I due noti prodotti, fregiati con il marchio DOP (Denominazione d’Origine Protetta), secondo quanto raccontato da Report, hanno complessivamente un volume d’affari di oltre 1 miliardo di euro all’anno, ma secondo l’inchiesta della trasmissione uno su tre sarebbe contraffatto, ovvero prodotto con carne non al 100% italiana.

L’inchiesta di Report prosciutto di Parma e San Daniele: animali maltrattati in condizioni pessime

Report, il programma in onda su Rai 2, ha portato alla luce quella che potrebbe essere una delle più grandi truffe nel settore alimentare del nostro paese. Un’inchiesta di Emanuele Bellano, Alessia Cerantola e Greta Orsi intitolata “La porcata” ha fatto riemergere un caso che ha avuto inizio tra l’aprile del 2014 e il febbraio del 2017 quando si scoprì che un prosciutto di Parma e San Daniele su tre era contraffatto, ovvero prodotto con carne di maiali allevati nel nostro paese, ma figli di scrofe inseminate con maiali danesi “durok”. Questi maiali risultano essere più magri e produrrebbero uno scarto inferiore, facendo ottenere un guadagno maggiore, ma questi suini non sono contenuti nel cosiddetto disciplinare. I fatti, come detto, si svolsero tra l’aprile del 2014 ed al febbraio del 2017 e le indagine condotte dalle procure di Torino e Pordenone portarono al sequestro di un milione di cosce di prosciutto, per un valore di mercato complessivo di circa 100 milioni di euro, il 20% della produzione annuale di Parma e San Daniele. Gli indagati sono circa 200 e dieci allevatori hanno patteggiato in questi giorni pene sino a 14 mesi di reclusione. Secondo l’inchiesta degli inviati del programma la truffa sarebbe ancora in corso.

Il servizio documenta anche le precarie condizioni in cui vengono tenuti i maiali, perfino in quegli allevamenti definiti sostenibili: ammassati a stretto contatto l’uno con l’altro, sviluppano tendenze al cannibalismo, si mordono le orecchie a vicenda e convivono anche con i topi. In alcuni video vengono mostrati finanche dei maltrattamenti nei confronti degli animali; suini colpiti per farli spostare con pistole e elettriche o addirittura abbattuti a martellate perché malati.

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