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Deborah Sciacquatori, drammatico caso in cui figlia uccide padre – FOTO: Facebook

La figlia uccide padre al culmine dell’ennesimo episodio di maltrattamenti nei confronti della giovane e della sua famiglia. “È legittima difesa”.

Sta destando scalpore il caso della figlia che ha ucciso il proprio padre al termine di un violento scontro in casa. La 19enne Deborah Sciacquatori ha colpito il padre Lorenzo, 41 anni, causandogli una emorragia cerebrale che si è poi rivelata fatale. Sarebbero andate proprio così le cose nella loro casa di Monterotondo, in provincia di Roma, dopo che l’uomo aveva minacciato la sua anziana madre, la giovane e la madre di quest’ultima, compagna della vittima. Vittima che da quanto si apprende, era una persona violenta che sottoponeva spesso le donne della sua famiglia a maltrattamenti, insulti, percosse, senza che nessuno facesse niente. Lorenzo Muratori pare fosse un ex pugile, accanito bevitore. Domenica scorsa sarebbe rincasato all’alba ed avrebbe messo in atto le sue solite violenze per l’ennesima volta. Ma Deborah si è ribellata ed avrebbe colpito il genitore anche con un piccolo coltello che portava con se, tanta era la paura che ormai provava nei confronti dell’uomo. Come detto, ad ucciderlo potrebbe essere stato un pugno ben assestato.

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Figlia uccide padre, l’uomo era molto violento

Deborah è una studentessa di arte appassionata di boxe, da quanto risulta, ed è molto benvoluta da tutti. Una vicina di casa ha raccontato che si è sempre distinta per educazione, al contrario del padre. Quest’ultimo è stato descritto come un individuo che pensava soltanto a bere e che addirittura alzava le mani anche contro la sua anziana madre cieca. E la mamma di Deborah a sua volta aveva anche denunciato lo Sciacquatori per i maltrattamenti subiti, ma questo non ha mai fermato l’uomo. Che però ha infine pagato cara la propria indole violenta. Per sua figlia si starebbe valutando la possibilità di attenuare l’accusa di omicidio con la necessità di dover ricorrere alla legittima difesa. Intanto il corpo dell’uomo sarà sottoposto ad autopsia per capire quale sia stata effettivamente la causa della morte tra la coltellata ricevuta oppure il pugno alla testa.

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