Fisichella a TMW: “Il segreto per correre oltre i 40 anni (come Vale Rossi)”

Giancarlo Fisichella (Foto Ferrari)
Giancarlo Fisichella (Foto Ferrari)

Automobilismo | Fisichella a TMW: “Il segreto per correre oltre i 40 anni (come Vale Rossi)”

Quattordici stagioni in Formula 1, 231 Gran Premi disputati, tre vittorie. E oggi, anche a 46 anni suonati, Giancarlo Fisichella continua a correre, nel Gran Turismo, difendendo i colori di quella Ferrari con cui chiuse la sua carriera nella categoria regina. In questa stagione, Fisico si divide tra il campionato del mondo endurance Wec, che chiuderà tra un mese con la mitica 24 Ore di Le Mans, e il campionato italiano Gran Turismo Endurance, in un equipaggio stellare con l’ex campione del mondo di F1 Jacques Villeneuve e con Stefano Gai. TuttoMotoriWeb.com lo ha incontrato alla vigilia della seconda tappa del tricolore a Misano.

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Giancarlo, nel campionato italiano Gran Turismo Endurance corri in equipaggio con Jacques Villeneuve. Un dream team di campioni, ma anche un’accoppiata delicata: lui è noto per il suo carattere difficile e spigoloso. Tu come ti stai trovando?
Con Jacques ci conosciamo da tantissimi anni. Esordimmo in Formula 1 più o meno allo stesso momento, nel 1996, e da allora abbiamo proseguito un percorso quasi parallelo, finché quest’anno ci siamo ritrovati nel Gt italiano con il team Baldini. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, nonostante molti anni fa in un Gran Premio ebbi da ridire con lui perché mi ostacolò in qualifica, ma subito dopo si sistemò tutto. Mi trovo bene, lui è un professionista, che vuole sempre cercare di migliorarsi sotto tutti i punti di vista e fa le cose per bene, passo dopo passo. Potevamo vincere già la prima gara a Monza, ma purtroppo ci siamo dovuti ritirare per un problema alla batteria.

Questa edizione del campionato italiano Gt è di alto livello, sia per i piloti e le auto coinvolte, che per il nuovo format. Che ne pensi?
Il format con quattro gare endurance di tre ore è molto bello: è per questo che abbiamo chiamato anche Jacques ad aggiungersi a me e Stefano Gai, con cui correvo l’anno scorso. C’è molta competitività, macchine come Lamborghini, Mercedes, Ferrari, Audi e piloti molto bravi e di grande esperienza. Ci stiamo divertendo, il campionato è di alto livello e speriamo di far bene.
Parallelamente tu continui a correre nel Mondiale Endurance.

Siamo in dirittura d’arrivo per la 24 Ore di Le Mans: cosa ti aspetti da questa gara leggendaria?
Proprio ieri ero a Monza per un test in configurazione di Le Mans, che si correrà esattamente tra un mese. È sempre la gara più bella e attesa dell’anno. Io ne ho vinte due e riuscirci è molto difficile: bisogna preparare bene il fisico, la mente, l’auto, la squadra, i meccanici, ogni dettaglio. L’anno scorso, con lo stesso team con cui corro oggi, arrivai secondo. Ora siamo secondi in campionato e ci giocheremo tutto proprio a Le Mans, l’ultima gara della stagione. A me la pista piace da morire, mi ci trovo sempre a mio agio e sono sempre andato forte. Spero bene e sono molto fiducioso.

A Le Mans si concluderà la cosiddetta “super-stagione” del Wec, arricchita anche dalla presenza di grandi nomi come quello di Fernando Alonso, che ha vinto il titolo. Segno che l’endurance sta crescendo di livello e interesse?
Assolutamente. Il Wec è un campionato molto professionale, tutte le squadre e le Case costruttrici ci corrono e ci investono. C’è il meglio del meglio dei piloti e dei team ed è un campionato difficile e costoso da affrontare.

Tu difendi i colori della Ferrari, che è una Casa che ha grande tradizione nel Gran Turismo, dove si toglie grosse soddisfazioni anche un un periodo difficile in Formula 1.
Sì, anche questi sono campionati importantissimi. La Ferrari investe molto nelle competizioni Gt, che sono molto rilevanti per la vendita delle macchine. Senza contare che sulle auto stradali vengono importati gli aggiornamenti e le nuove configurazioni che noi portiamo in pista.

A proposito di Alonso, tra pochi giorni disputerà la 500 Miglia di Indianapolis, l’unica che gli manca per completare il triplete con GP di Montecarlo e 24 Ore di Le Mans. Ce la può fare?
Speriamo, glielo auguro visto che gli manca solo quella. Due anni fa dimostrò di poterla vincere e di stare con i primi. Mi dispiace per il brutto incidente che ha avuto nei giorni scorsi, ma l’importante è che stia bene. Ora dovranno rimettere a posto la macchina e poi ricomincerà a macinare chilometri.

Fai il tifo per lui?
Assolutamente sì. Abbiamo un ottimo rapporto, siamo amici, abbiamo corso e vinto insieme, e sono contento di vederlo lì.

Tu fai parte di quella schiera di campioni eterni, che continuano a correre e vincere anche oltre i 40 anni, come un certo Valentino Rossi. Qual è il vostro segreto per non fare i conti con l’età?
Se uno si sente in forma, si mantiene, va forte e soprattutto si diverte, va avanti. Valentino Rossi è un professionista, un campione: pur avendo tanti anni di esperienza, continua sempre a migliorarsi. Il giorno in cui si comincia a sentire la fatica della gara, a perdere lucidità, a non fare risultato e a non divertirti più, quello è il momento di smettere. Però Rossi, sulla moto giusta, può ancora vincere gare e Mondiali.

Dunque è un cocktail di fisico e di mente?
Ci vogliono la forza di disputare un’intera gara senza perdere neanche un centesimo, ma anche la voglia, la concentrazione e il divertimento. Io mi sto divertendo più di quando correvo in Formula 1. E, finché sarà così, andrò avanti.

Fabrizio Corgnati