Pasini a TMW: “Perché Marquez non dominerà. Vale? È ancora giovane”

Mattia Pasini (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Mattia Pasini (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Moto2 | Pasini a TMW: “Perché Marquez non dominerà. Vale? È ancora giovane”

Per Mattia Pasini, questa stagione 2019 è stata la più improbabile di sempre. Cominciata nella cabina di commento, come telecronista di Sky Sport, e proseguita poi come sostituto di lusso, in tutte le squadre che avevano bisogno di trovare un rimpiazzo per i loro piloti infortunati. In tre Gran Premi disputati finora, il 33enne pilota riminese ha trovato sempre un sellino diverso, ma questo gli ha comunque permesso di mettere in luce tutta la sua esperienza e il suo valore, che non sono certo svaniti con gli anni. Anche se quest’anno non ha trovato un posto a tempo pieno. Almeno per ora. Ecco cosa ha raccontato alla vigilia del Gran Premio di Francia ai microfoni di TuttoMotoriWeb.com.

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Mattia, come stai affrontando questa stagione così strana, da supplente a tempo pieno?
Sicuramente è strana, diversa da tutte le altre che ho fatto. Ad Austin, sinceramente, mi sono trovato molto bene: sono stato veloce e competitivo. Jerez, invece, è stato un weekend un po’ più complicato, con diverse variabili in campo che hanno reso difficile andar forte fin da subito nel weekend di gara. Poi sono arrivato nel team Petronas, con cui ho provato già martedì a Jerez, e c’è stato immediatamente un ottimo feeling, sia con la moto che con la squadra. Mi hanno messo a mio agio dentro al box e mi sono trovato veramente molto bene.

Stavolta hai già dei punti di riferimento, non parti completamente al buio.
Faccio un weekend più normale… sto progredendo verso la normalità!

Qual è la cosa più difficile: adattarsi alla moto o al metodo di lavoro di una nuova squadra?
Secondo me il segreto è trovare il feeling giusto con la squadra, con le persone con cui lavoro, perché sono loro a fare la differenza. Per fortuna, in questo caso c’è stato fin da subito. Vediamo, secondo me il potenziale è molto alto, sia da parte della moto, che del team e mia, quindi tocca a noi sfruttarlo nel migliore dei modi.

Immagino che anche la tua esperienza ti aiuti molto. Ne hai viste tante…
Sì, ne ho provate di ogni colore. Però è sempre più difficile correre così rispetto a chi è partito già a novembre scorso con i test. Sono situazioni diverse, ma io sono concentrato e in forma.

In questo team ti fermerai solo per questa gara?
Stiamo a vedere. A questa domanda non ti posso rispondere…
Penso che il tuo obiettivo, comunque, sia quello di fare più gare possibili da qui fino alla fine, con questa o altre squadre.
Il mio obiettivo, sinceramente, sarebbe trovare una soluzione per rimanere in questa squadra per un bel po’ di tempo. Le variabili sono tante, vediamo cosa succederà. Intanto sono concentrato a fare un bel weekend, ad ottenere un bel risultato.

Quando c’è stato bisogno di un sostituto, tutti hanno pensato subito a te. Significa che sei un punto di riferimento importante per la Moto2.
Mi fa piacere, vuol dire che di gente che crede in me e nel mio potenziale ce n’è.

Come ti sembra questo campionato di Moto2 di quest’anno, con i motori Triumph e Baldassarri che domina?
Sicuramente la moto è bellissima da guidare, molto di più della Honda. Il motore Triumph, secondo me, ha fatto fare un salto generazionale in avanti alla categoria. In questo momento ho visto che chi ha un po’ più di esperienza, sia come squadra che come pilota, è riuscito a fare la differenza in pista e ad adattarsi più in fretta. Balda ne è la dimostrazione: ha vinto tre gare su quattro, anche perché è in una squadra che ha tanta esperienza con la Kalex e con la categoria. Sarà sicuramente un campionato lungo.

A proposito di salto generazionale, quello della Moto2 si sta ripercuotendo anche in MotoGP. Se pensi all’ultimo Gran Premio in cui le qualifiche sono state dominate da Morbidelli e Quartararo…
La Moto2 è una bella scuola, una delle categorie più difficili e anche una classe molto a sé. Per il pilota è formativa, per quanto riguarda la guida, perché tecnicamente è un po’ più limitata della MotoGP e anche della Moto3, forse. Quindi l’elemento umano può fare davvero la differenza. Quanto a Morbidelli e a Quartararo, io me la giocavo con loro in Moto2!

Beh, allora questa domanda me la tiri proprio fuori… Alla MotoGP ci hai rinunciato o una parte di te continua a sognarla?
Io non rinuncio mai a niente. Credo che in quest’epoca l’età sia diventata molto meno importante di una volta, e che i piloti veloci debbano ambire sempre al massimo. Non si sa mai cosa ti porterà il domani. Io ne sono la prova vivente: con tutti gli inciampi che ho avuto nella mia carriera, in un modo o nell’altro, le cose si sono sempre risolte. Se penso che in Qatar commentavo, e oggi sono nel miglior team che c’è nel paddock… mai dire mai a niente!

A proposito di età che non conta, la domanda che si fanno tutti gli appassionati è: ma Valentino Rossi può ancora vincere dei Gran Premi?
Decisamente sì. Se lo confrontiamo al suo compagno di squadra Maverick Vinales, che comunque è giovane, forte e promettente, in tre anni insieme lo ha sempre messo dietro. Questo ti dà la risposta. Credo che sia in grado di vincere, estremamente motivato e molto più giovane e professionale di tanti altri giovani.

Ci dobbiamo rassegnare ad un’altra stagione dominata da Marc Marquez?
Io credo proprio di no. Penso che sarà una stagione un po’ diversa. Sicuramente Marquez è il riferimento, il pilota che ha vinto gli ultimi Mondiali, e non c’è bisogno di commentarlo. Però, secondo me, sia Vale che Dovi che anche altri, quest’anno si lotteranno il Mondiale fino alla fine.

Fabrizio Corgnati