F1 senza frontiere: Liberty Media rivuole l’Africa

Kyalami (©Getty Images)

F1 | Circus senza frontiere: Liberty Media rivuole l’Africa

La strada intrapresa dall’ente proprietario della F1 ha tutta l’aria di voler replicare quanto già stiamo vedendo accadere nel WRC dove, gli storici rally europei, stanno pian piano venendo rimpiazzati da nuovi appuntamenti esotici.

Ecco che dunque nelle ultime ore si è fatta largo l’indiscrezione neppure troppo peregrina di una futura fermata o in Sud Africa o in Marocco, quest’ultimo luogo, già scenario di gare del WTCR e della Formula E.

L’unico continente in cui non corriamo è l’Africa“, le parole del responsabile delle operazioni commerciali di Liberty Media Sean Bratches all’agenzia stampa Reuters. “Per motivi politici si è smesso di andarci, ma è certamente un mercato in cui vorremmo tornare a competere. In fin dei conti la F1 è uno sport globale“.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

C’è un tracciato a Kyalami. Toby Venter, proprietario dei concessionari Porsche nel Paese lo ha acquistato e ammodernato anche per quanto riguarda le infrastrutture come box e paddock“, ha proseguito l’americano. “Abbiamo avuto contatti anche con Marrakech. Pure lì c’è un circuito, ma ho il sospetto che non sia un di primo livello. Il grado di interesse è comunque molto alto“.

La conferma potrebbe arrivare a breve – Come successo per l’Olanda con cui si è giunti all’accordo rapidamente, anche per l’Africa potrebbe essere lo stesso. “Tutto si muove in maniera fluida,  ma stiamo cercando di fare le cose rapidamente“, ha poi precisato.

La questione Brasile – Sempre a proposito delle sedi dei GP, continua a tenere banco la questione verde-oro. Se nelle ultime settimane era stato dato per scontato il passaggio a Rio de Janeiro, la giunta comunale di San Paolo si è rimboccata le maniche per provare a trovare un modo per mantenere Interlagos nel calendario, messo in forse dalla richiesta di privatizzazione di tutte le proprietà immobiliari della città. Staremo a vedere come andrà a finire.

Chiara Rainis