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Sul caso della piccola Noemi parla l’attrice di ‘Gomorra’, Cristina Donadio – FOTO: Twitter

L’attrice Sabrina Donadio, interprete di Scianel in ‘Gomorra’, risponde a chi accusa l’evento tv di Sky per il ferimento della piccola Noemi e per altri episodi simili.

Il caso della piccola Noemi, la bambina ferita ad inizio maggio durante un agguato di camorra, ha sconvolto l’opinione pubblica. Ed a parlarne è una figura tra i protagonisti principali di ‘Gomorra‘, la serie evento prodotta da Sky e che narra le vicende di camorra a Napoli. Si tratta di ‘Annalisa ‘Scianel’ Magliocca’. Parla l’attrice che interpreta questo personaggio, ovvero Cristina Donadio, la quale si sofferma sugli aspetti del capoluogo partenopeo riconducibili a questa difficile coesistenza con la malavita. “Napoli sopravvive da anni a se stessa, ha luci ma anche delle ombre. È una città che vive di contraddizioni da sempre. Riguardo alla povera Noemi – che per fortuna ha mostrato di avere tanta voglia di vivere – le tante ombre prodotte portano anche altrettanta luce. Io vorrei che questa città venisse invasa da artisti di strada, persone portatrici di buonsenso e di buona volontà”.

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Noemi, c’è chi dà la colpa a ‘Gomorra’: “Magari fosse così, la soluzione sarebbe facile”

In ‘Gomorra’ non mancano gli episodi di ‘stese’, ovvero di sparatorie casuali messe in atto a scopo intimidatorio, con gli scellerati autori noncuranti del fatto di poter ferire delle persone innocenti ed estranee alle loro malvagie idiozie. Dopo il caso di Noemi, non sono mancati i pareri di chi ha accusato ‘Gomorra’ di aver condizionato la gente. Per ‘Scianel’ però non è così e la questione semmai presenta dei risvolti più profondi. “Ad essere sincera sarei felice se la colpa fosse da attribuire a ‘Gomorra’. Ma sensi di colpa non ne ho. Basterebbe cancellare la serie tv che mi ha visto tra i protagonisti per aggiustare le cose, ma purtroppo sappiamo tutti molto bene che non è così. Se Noemi è stata colpita da una pallottola vagante la colpa è di altro. Quello che abbiamo raccontato in televisione è una triste realtà che esisteva già da molto tempo”, conclude Cristian Donadio.