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MotoGP, Pit Beirer: “A Jerez atmosfera avvelenata”

Pit Beirer, direttore di KTM, cerca di levigare le incomprensioni di Jerez tra suo fratello Stefan e Johann Zarco. Il francese ha sfogato la sua rabbia dopo le FP1 in Spagna, parole che non sono piaciute ai vertici austriaci, tanto da mettere in discussione la riconferma dell’ex Yamaha per il 2020 e a dichiarare pubblicamente la delusione per i suoi risultati.

La prima mossa è stata quella di assumere Jean-Michael Bayle come mental coach di Zarco. Poi Pit Beirer fa quadrato intorno al CEO: “L’atmosfera a Jerez era un po’ avvelenata sin dall’inizio.
Stefan Pierer ha il cuore nel posto giusto – ha detto a Speedweek.com -. Certo, a Jerez ha fatto alcune dichiarazioni chiare e ha criticato Zarco e la nostra prestazione in Moto2. È un suo diritto. Stefan Pierer dirige un’azienda gigantesca. Quando arriva a un Gran Premio due o tre volte l’anno, in realtà vuole rilassarsi e riprendersi dallo stress della settimana lavorativa.– Quando un impiegato di alta qualità come Johann Zarco bestemmia sulla tua moto provoca una piccola esplosione di emozioni che al momento non è assolutamente necessaria. Tutti noi adoriamo questo progetto e questa moto MotoGP. Pertanto, tali affermazioni fanno semplicemente del male a tutte le persone coinvolte”.

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Pace fatta nel box KTM

La casa di Mattighofen sta facendo enormi sforzi, soprattutto economici, per portare avanti un progetto molto ambizioso. E’ un momento difficile per tutti e serve la massima unione. Il secondo passo è avvicinare la KTM RC16 allo stile di guida di Johann Zarco. “Sta cercando di trovare un modo per essere più veloce con la nostra moto. Questo è fuori dubbio. Sappiamo anche che abbiamo ancora punti deboli rispetto ai nostri migliori concorrenti… Ha il permesso di parlare con noi in questo modo. Voglio sentire la verità e non un mazzo di fiori. Vogliamo migliorare. Ma tali affermazioni non devono necessariamente essere fatte davanti ad una telecamera… Il mio lavoro è riportare la pace. Quindi dobbiamo tutti fare un passo indietro – ha concluso Pit Beirer – e concentrarci su ciò che stiamo facendo”.