Mario Biondo
Mario Biondo (foto dal web)

La criminologa Roberta Bruzzone è tornata a parlare della morte di Mario Biondo sulla sua rubrica all’interno del settimanale Giallo.

Nelle ultime settimane, grazie a numerosi servizi della trasmissione Le Iene, si sta parlando del caso di Mario Biondo, il cameraman ritrovato morto nell’appartamento di Madrid dove viveva con la moglie. L’inviato del programma Cristiano Pasca grazie ad interviste e ricostruzioni sul caso ha fatto emergere nuovi dubbi sulla morte del 31enne siciliano che ancora oggi, a 6 anni di distanza, rimane velata dal mistero. Anche la criminologa Roberta Bruzzone ha parlato in merito sulla sua rubrica pubblicata all’interno del settimanale Giallo.

Caso Mario Biondo, la criminologa Bruzzone: “Ci sono troppi elementi che non tornano

La Procura della Repubblica di Palermo ha deciso di prorogare le indagini sul caso Mario Biondo di altri sei mesi. Il cameraman siciliano venne ritrovato morto impiccato nella casa di Madrid, dove viveva con la moglie, la nota conduttrice spagnola Raquel Sanchez Silva, il 30 maggio 2013. Il caso venne archiviato dalle autorità spagnole come suicidio, ma i genitori hanno fatto riaprire le indagini in Italia per far luce sul caso. In merito un’inchiesta dell’inviato del programma Le Iene Cristiano Pasca ha fatto emergere nuovi dubbi nel corso delle ultime settimane. Anche la criminologa Roberta Bruzzone, come riporta la redazione di Palermo Today, ha parlato della morte del 31enne sulla sua rubrica nel settimanale Giallo. Secondo la Bruzzone, consulente tecnico della famiglia Biondo: “ci sono troppi gli elementi che non tornano sulla misteriosa morte di Mario Biondo, dopo cinque anni di depistaggi da parte di una serie di soggetti coinvolti nell’inchiesta, siamo vicini alla verità“. “I magistrati italiani – scrive la crimonologa – sono riusciti a ottenere copia delle foto scattate dalla scientifica al momento del rinvenimento del corpo. Si tratta delle foto che, per ben due anni, inspiegabilmente non erano state messe a disposizione della famiglia. Quelle foto confermano che il posizionamento del corpo è incompatibile con un suicidio. Così, le autorità spagnole hanno riaperto il caso. A finire sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati spagnoli è stato, in particolare, l’operato del medico che intervenne sulla scena ed esaminò la salma. Secondo il team di esperti -conclude la Bruzzone- ingaggiati dai Biondo, il medico legale avrebbe alterato la documentazione. Secondo la denuncia presentata contro il medico, sarebbero falsi anche i risultati dell’autopsia. E ora dovrà sbrogliare l’intricata matassa proprio la magistratura spagnola“.

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