Strage di Erba, Rosa Bazzi: “Ci ha fatto proprio un bel po’ di danno”

Rosa Bazzi
Rosa Bazzi (foto dal web)

L’inviato de Le Iene Antonino Monteleone in un nuovo servizio, trasmesso nella puntata del 7 maggio scorso, ha sollevato nuovi dubbi sulla strage di Erba, mostrando un nuovo spezzone dell’intervista a Rosa Bazzi.

Nella puntata del 7 maggio scorso un nuovo servizio de Le Iene dell’inviato Antonino Monteleone è tornato sul caso della strage di Erba, il massacro in cui vennero uccise 4 persone in una casa del comune in provincia di Como. L’inviato, che da tempo sta conducendo un’inchiesta sul caso, ha mostrato un’altra parte dell’intervista realizzata a Rosa Bazzi, la donna condannata all’ergastolo nei tre gradi di giudizio insieme al marito per l’eccidio dell’11 dicembre del 2006. In questo spezzone di intervista Rosa parla del suo primo legale, assegnatole d’ufficio, l’avvocato Pietro Troiano.

Strage di Erba: nuove accuse di Rosa Bazzi

È stato trasmesso un nuovo spezzone della lunga intervista a Rosa Bazzi, la donna detenuta nel carcere di Bollate e condannata all’ergastolo insieme al marito Olindo Romano per la strage di Erba, realizzata dall’inviato de Le Iene Antonino Monteleone. Il giornalista della nota trasmissione di Italia 1 insieme a Marco Occhipinti sta conducendo un inchiesta sul caso per provare a scoprire nuove verità. Rosa in questo frammento, mandato in onda nella puntata del 7 maggio scorso, punta il dito contro l’avvocato Pietro Troiano, il legale assegnato d’ufficio a lei ed al marito Olindo: “Ha fatto proprio un bel po’ di danno. Per prima cosa lui non c’era il giorno che siamo entrati in carcere. Anche quando siamo stati interrogati lui non era presente, lui dice di esserci stato, ma io non l’ho mai visto“. A questo punto l’inviato le fa notare che lei ha risposto positivamente alla domanda dei magistrati che le chiedono se fosse presente il suo difensore: “Non lo conoscevo neanche, non sapevo, c’erano un mucchio di persone. C’era quello che faceva vedere le foto, devi fare così, devi dire così, c’era un casino quel giorno“. Monteleone a questo punto del servizio mostra i verbali degli interrogatori di entrambi i coniugi, avvenuti separatamente, che riportano gli orari specifici per il loro svolgimento: 10 gennaio 2007 dalle 14:45 alle 21:25 per Olindo Romano e dalle 16 alle 22:56 dello stesso giorno per Rosa Bazzi. Negli atti è riportato che durante gli interrogatori ci furono delle pause e Monteleone sottolinea che probabilmente, stando ai verbali, uno tra i due coniugi sarebbe stato sentito dagli inquirenti in assenza dell’avvocato, circostanza vietata dalla legge. La vicenda è stata chiarita dalla Corte d’Assise di Como che in un’ordinanza dibattimentale ha stabilito che il dato temporale dei verbali è errato. Quella legata agli orari non è l’unica anomalia riguardante gli interrogatori. L’avvocato attuale dei coniugi, Fabio Schembri spiega in merito all’inviato de Le Iene: “Gli interrogatori secondo quanto scritto sarebbero durati otto ore, ma noi abbiamo un girato audio di sole 5 ore e 47 minuti, quindi restano fuori quasi tre ore. Su questo bisognerà fare chiarezza“.

L’argomento si sposta poi sul patrimonio economico dei coniugi al momento dell’arresto: “Rosa e Olindo hanno i loro risparmi -spiega l’avvocato Schembri- su un conto corrente cointestato che al momento dell’arresto ammontano a circa 13mila euro. A marzo è stato effettuato legittimamente un sequestro conservativo dalle parti civili per Mario Frigerio e su quel conto concorrente vengono rivenuti circa 2mila euro“. L’avvocato poi svela un’altra circostanza: “Il Tfr della Econord (l’azienda per cui lavorava Olindo Romano, ndr) non finisce sul conto corrente di Olindo, ma su quello della dell’avvocato Troiano, tanto che poi il conto di Troiano viene pignorato dalla parte civile, cioè dalla famiglia Frigerio. Quello che tecnicamente si definisce un pignoramento presso terzi. Come sia successo io non lo so, Olindo era in carcere e non poteva fare nulla. Non ci risulta che Olindo Romano abbia fornito le coordinate bancarie dell’avvocato alla Econord“. In merito Rosa a Monteleone ammette: “Non sappiamo quanto ci sia costato l’avvocato Troiano perché ci ha fatto firmare dei fogli in bianco e ci ha detto che ci pensava lui a mettere la cifra e lì sono intervenuti gli agenti perché hanno fatto una cosa non giusta. Lui si era molto arrabbiato, veniva sempre da me, non andava mai da Olindo, la parola esatta è mi usava un po’“. Un ultimo dubbio sul primo legale dei coniugi, secondo Le Iene, riguarda i video girati dal consulente della prima difesa, Massimo Picozzi. Questi video sarebbero dovuti servire solamente per una perizia psichiatrica, ma l’avvocato Troiano ha consegnato all’accusa il video in cui Rosa Bazzi confessa i dettagli del massacro, senza però depositare alcuna perizia psichiatrica insieme ad esso. Il video, in cui Rosa parla di un presunto stupro da parte di Azouz Marzouk, successivamente venne trasmesso da una trasmissione Mediaset. I dettagli di alcuni contenuti dei video vengono riportati anche su un libro del giornalista Pino Corrias pubblicato prima dell’inizio del processo. Riguardo queste circostanze Antonino Monteleone ha provato a sentire lo psichiatra Massimo Picozzi e l’avvocato Troiano, ma entrambi non hanno dato risposte all’inviato.

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