Schiaffo ed offese ad un alunno: assolta una maestra

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Tribunale (Getty Images)

Una maestra 66enne è stata assolta da un giudice del Tribunale ad Avellino dopo essere stata accusata di aver schiaffeggiato ed offeso un suo alunno. Per il giudice non ci sono elementi per poter ricostruire con esattezza la presunta aggressione.

Si è concluso con un’assoluzione il processo presso il Tribunale ad Avellino nei confronti di un’insegnante di 66 anni denunciata dai genitori di un suo alunno. Quest’ultimi avevano presentato denuncia contro la maestra accusandola di aver offeso e schiaffeggiato in aula il proprio figlio. I fatti, secondo quanto riportato dall’agenzia AdnKronos e dalla stampa locale, si sarebbero svolti nel biennio 2014-2016. Il giudice del Tribunale irpino, dopo aver valutato il caso, ha assolto la donna ritenendo che non vi erano elementi per ricostruire l’episodio denunciato dai genitori dell’alunno. L’accusa aveva chiesto per la donna una condanna a sei mesi di reclusione.

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Schiaffo ed offese ad un alunno: assolta una maestra dal Tribunale di Avellino

Nessun elemento certo per poter procedere. Questo quanto stabilito dal giudice del Tribunale di Avellino Pier Paolo Calabrese in merito ad un caso riguardante una presunta aggressione da parte di un’insegnante di 66 anni ai danni di un suo alunno. La vicenda, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa AdnKronos e dalla stampa locale, risale al biennio scolastico 2014-2016, quando i genitori dell’alunno in questione hanno sporto denuncia nei confronti dell’insegnate affermando che il figlio era stato schiaffeggiato ed offeso da quest’ultima. Stando al racconto dei genitori, l’insegnante 66enne avrebbe offeso in classe l’alunno davanti ai compagni utilizzando frasi come “sei una lumaca”, ed in seguito lo avrebbe colpito con uno schiaffo. Nel corso del processo, scattato dopo la denuncia dei genitori, sono stati ascoltati i testimoni per provare a ricostruire la vicenda, ma non sono emerse prove schiaccianti a carico della donna che il giudice ha deciso di assolvere, nonostante l’accusa avesse richiesto una condanna a sei mesi di reclusione per le accuse di lesioni personali e abuso dei mezzi di correzione.

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