melandri marco Superbike Imola 2019
Marco Melandri (foto Bonora Agency)

Superbike, GP Imola 2019: le considerazioni di Melandri sulla sua situazione.

Un altro weekend difficile per Marco Melandri nel campionato mondiale Superbike 2019. Anche a Imola l’esperto pilota del team GRT Yamaha ha faticato nel guidare la sua R1. Tutta la squadra sta dando il massimo per risolvere i problemi, però manca ancora lo step decisivo.

Il ravennate in Gara 1 era comunque riuscito a conquistare un incoraggiante sesto posto finale sabato. Favorito anche dai problemi avuti da alcuni piloti davanti, però comunque un risultato complessivamente positivo. Ovviamente lui vorrebbe lottare per vittorie e podi, ma non è possibili ora. Decisamente più negativa è stata la Superpole Race, conclusa con il diciassettesimo posto dunque senza punti. Non ci si aspettava un simile crollo.

Superbike Imola, Melandri spiega la propria situazione

Melandri in un’intervista concessa a Sky Sport a Imola ha avuto modo di spiegare la sua situazione dopo la Superpole Race, prima che Gara 2 venisse annullata per pioggia eccessiva. Ecco le sue parole: «Purtroppo ho grosse difficoltà e le ho avute anche sul bagnato. Per recuperare grip ho usato un forcellone più corto rispetto a quando corro sull’asciutto. Ci aspettavamo pista bagnata, non sono riuscito a guidare. Nella confusione generale abbiamo sbagliato anche un po’ di mappe di elettronica. Abbiamo fatto delle curve con mappe da bagnato e dunque andavamo pianino. Una gara frustrante».

Il ravennate racconta che la sua Yamaha R1 è instabile, ciò comporta diversi problemi sia in frenata che poi in curva: «La moto è molto nervosa – spiega -. Faccio fatica, non riesco a svoltare con la velocità che vorrei e sul gas sono aggressivo. Dunque i problemi in uscita di curva, di impennamento e di movimento aumentano. Senti la moto rigida e anche tu ti irrigidisci poi, le cose vanno di male in peggio».

Melandri nella prima gara del campionato mondiale Superbike 2019 aveva conquistato uno straordinario podio a Phillip Island. Tuttavia, ha rivelato che in realtà non è mai stato granché competitivo neppure allora: «Al contrario di ciò che sembra – confessa -, io non sono andato forte mai. Neppure in Australia, dove comunque ho fatto podio. In qualifica avevo fatto nono, quindi non ero forte. In gara, per le caratteristiche della pista, si usano gomme molto dure. C’è molto meno grip e devi salvare il pneumatico per tutta la corsa. Quello mi ha aiutato. Quando uso gomma nuova io vado più piano che con gomme vecchie, perché non riesco a frenare e inserire la moto. Quella è stata l’unica volta nella quale sono riuscito ad andare benino».

Gli viene chiesto se ci sia la possibilità di sistemare la Yamaha R1 in modo tale da farlo sentire finalmente a proprio agio. Marco replica: «Io credo che la moto possa adattarsi al mio stile di guida. Il problema maggiore è il mio fisico, altezza e peso. Sono molto diverso dagli altri che la guidano, loro sono riusciti ad abituarsi alle difficoltà di questa moto e a guidarci sopra. Io non riesco a farlo. La squadra lavora forte e Yamaha dà grande supporto, quindi non mollo. Però non nascondo che le sensazioni non sono buone, non sono quelle che avevo nel 2011 sempre con la Yamaha».

A fine maggio ci sarà un test a Misano e ovviamente Melandri spera di avere qualche aggiornamento per riuscire ad essere veloce come vorrebbe. La situazione è tutt’altro che positiva e non lo nasconde: «Avremo un test a Misano a fine mese. So che Yamaha sta lavorando sodo, ma ancora non ci hanno detto se ci saranno novità. Tutti lavorano tanto per aiutarmi e mettermi a mio agio. Non è questo il mio potenziale, giravo così nel 2011 con gomme ben diverse. Vuol dire che qualcosa non torna, non sto guidando bene. Non sento mai le gomme a terra e la moto fare ciò che voglio. Provo a cambiare, ma più provo a migliorare e più peggioro. Dobbiamo riuscire a fare un reset, trovando qualcosa di diverso che mi possa dare fiducia».

 

Matteo Bellan