Omicidio dell’ex calciatore: arrivano due condanne all’ergastolo

Tribunale
(foto dal web)

La Corte d’assise di Milano ha condannato all’ergastolo Raffaele Rullo e la madre, Antonietta Biancaniello per l’omicidio dell’ex calciatore Andrea La Rosa, ritrovato senza vita nel dicembre 2017.

La Corte d’assise di Milano ha accolto le richieste avanzate dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e dal pubblico ministero Maura Ripamonti ed ha condannato all’ergastolo Raffaele Rullo e la madre, Antonietta Biancaniello. I due sono accusati dell’omicidio del dirigente sportivo del Brugherio 1968 ed ex calciatore di Serie C Andrea La Rosa, scomparso a Brugherio nel novembre del 2017 e ritrovato senza vita circa un mese dopo. La sentenza emessa stamane, lunedì 13 maggio, stabilisce anche un risarcimento di 275 mila euro alle parti civili.

Omicidio ex calciatore Andrea La Rosa: due condanne all’ergastolo

Ad un anno e mezzo di distanza è arrivata la decisione dei giudici della Corte d’assise di Milano sull’omicidio dell’ex calciatore di Serie C Andrea La Rosa. L’uomo 35enne fu ritrovato senza vita il 14 dicembre 2017, ad un mese esatto dalla sua scomparsa da Brugherio, in provincia di Monza e Brianza, nel bagagliaio di un’auto guidata da Antonietta Biancaniello, madre dell’amico della vittima Raffaele Rullo. Dalla ricostruzione degli inquirenti è emerso che ad uccidere l’ex calciatore furono proprio i due che avrebbero agito per motivi economici, non avrebbero voluto saldare un debito di circa 30 mila euro, narcotizzando e uccidendolo per poi sopprimere il cadavere con 24 flaconi di acido, sostanza rinvenuta dai carabinieri nel garage della donna. I due vennero anche accusati del tentato omicidio della moglie di Rullo dopo aver stipulato una polizza assicurativa da 150mila euro a nome di quest’ultima. Oggi la Corte d’assise di Milano, secondo quanto riportato dalla redazione de Il Corriere della Sera, ha condannato Rullo e la Biancaniello all’ergastolo accogliendo le richieste che erano state presentate dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e dal pubblico ministero Maura Ripamonti. I due accusati di omicidio aggravato da premeditazione e crudeltà, occultamento e soppressione di cadavere e del il tentato omicidio di Valentina Angotti, sono stati anche condannati a risarcire le parti civili per un totale di 275 mila euro.

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