F1 GP Spagna, le pagelle: la bocciatura per la Ferrari stavolta è sonora

La partenza del GP di Spagna di F1 2019 a Barcellona (Foto LAT / Mercedes)
La partenza del GP di Spagna di F1 2019 a Barcellona (Foto LAT / Mercedes)

F1 | GP Spagna, le pagelle: la bocciatura per la Ferrari stavolta è sonora

Tutti promossi alla Mercedes, (quasi) tutti bocciati alla Ferrari. Il Gran Premio di Spagna a Barcellona, che ha aperto la stagione europea, ha anche fornito i primi verdetti realistici della F1 2019, che non sono stati per nulla lusinghieri per la Rossa di Maranello. TuttoMotoriWeb.com li riassume, come di consueto, nei voti delle sue pagelle dopo-gara.

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Mercedes: voto 10 e lode. Se qualcuno avesse previsto che la Freccia d’argento avrebbe cominciato la stagione di F1 2019 con cinque doppiette consecutive, si sarebbe preso probabilmente una sonora risata in faccia. Invece è stato proprio così: la Casa di Stoccarda è riuscita a migliorare ulteriormente un team che già era il migliore dell’automobilismo mondiale. Non c’è altro da aggiungere.

Lewis Hamilton: voto 10. La lode, stavolta, gli sfugge per via degli errori commessi in qualifica: che non sono certamente consueti, per un drago del giro secco come lui. Si fa perdonare (eccome) in gara: azzecca una partenza perfetta e, da quel momento in poi, si può limitare a gestire una vittoria che rimane stabilmente nelle sue mani.

Max Verstappen: voto 9. Il sorpasso all’esterno di Sebastian Vettel alla curva 3 è il più bello della gara. Il baby fenomeno olandese è cresciuto e ora non sbaglia più una mossa manco a pagarlo. Davvero un peccato che non abbia per le mani, almeno al momento, una monoposto vincente.

Valtteri Bottas: voto 8. Il contrario del suo compagno di squadra. In qualifica è impressionante e rifila un distacco incredibile a Hamilton. In gara pasticcia al via, e la giustificazione della frizione “strana” suona piuttosto come una scusa. Ha il potenziale per puntare al Mondiale, ma non sempre lo esprime appieno.

Sebastian Vettel: voto 6,5. Sufficienza risicata, almeno per l’impegno. Ci prova alla partenza, l’unica fase in cui sapeva di avere realisticamente qualche possibilità di infastidire le Mercedes. Poi il suo scatto fulmineo si trasforma in una spiattellata di gomma e, da quel momento in poi, non c’è proprio più nulla da fare. Ma stavolta non per colpa sua.

Haas: voto 5,5. Porta a casa il doppio arrivo a punti per la prima volta della stagione, e va bene. Ma si complica la vita da sola nel duello fratricida tra Kevin Magnussen e Romain Grosjean alla ripartenza dopo la safety car, che fa perdere inutilmente due posizioni al francese. Gli equilibri interni sono difficili da mantenere, ma fondamentali: la sorella maggiore Ferrari insegna…

Charles Leclerc: voto 5. Con il secondo errore di fila in qualifica compromette di nuovo il suo weekend. Il ragazzo ha i numeri e lo sa, ma la pressione che si sta ritrovando addosso in un’annata che si sta mettendo tra le peggiori del recente passato per la Ferrari rischia di schiacciarlo. Non vorremmo che fosse così, perché non se lo merita.

Lando Norris: voto 5. Il suo debutto in Formula 1 è stato strepitoso. A Barcellona commette il suo primo errore, quando infila in modo un po’ troppo aggressivo il muso della sua McLaren all’interno della Racing Point di Lance Stroll, che era uscita meglio dalla curva. Il canadese non gli lascia spazio, e così i due finiscono per toccarsi: incidente di gara e concorso di colpa, ma si poteva evitare.

Ferrari: voto 4. Alla sera stessa del suo debutto sulla SF90, Vettel disse una frase rimasta scolpita nel marmo: “Questa macchina è quasi perfetta”. Sembrava un complimento, invece si è trasformata in un oscuro presagio. La Rossa è nata già al massimo del suo potenziale, senza più margine di miglioramento. E così, mentre la Mercedes cresceva a vista d’occhio, la Ferrari è rimasta ferma sul posto, e nemmeno il ritmo forsennato di sviluppo che stanno cercando di imporre i tecnici basta a invertire la tendenza.

Fabrizio Corgnati