Ferrari, sempre peggio: a Barcellona hai davvero toccato il fondo

Sebastian Vettel e Charles Leclerc sulle Ferrari nel GP di Spagna di F1 2019 (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel e Charles Leclerc sulle Ferrari nel GP di Spagna di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, sempre peggio: a Barcellona hai davvero toccato il fondo

Doveva essere la sua gara della resurrezione, invece al Gran Premio di Spagna la Ferrari ha toccato un nuovo punto più basso. Quella di Barcellona è stata la gara peggiore di questo inizio di stagione dall’Australia in poi: in Bahrein aveva sfiorato la vittoria, in Cina era tornata a casa almeno con un podio in tasca, in Azerbaigian si era dimostrata veloce, stavolta invece non è riuscita a vincere nemmeno il duello con la Red Bull per il terzo posto.

Il problema a questo punto non è nemmeno più il dominio assoluto e disarmante della Mercedes, che centra la sua quinta doppietta consecutiva, bensì una Rossa che dopo la debacle inaugurale di Melbourne aveva frettolosamente assicurato di avere compreso e risolto i suoi limiti tecnici, invece quattro gare più tardi si ritrova alle prese con il solito difetto: la mancanza di carico aerodinamico nelle curve lente. I tanto strombazzati sviluppi che erano stati introdotti alla vigilia di questo fine settimana si sono rivelati poco più di un pannicello caldo: hanno fatto guadagnare due decimi, praticamente nulla se si pensa che il miglior giro di Sebastian Vettel in corsa è stato più lento di 1.3 secondi rispetto a quello di Lewis Hamilton.

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Mercedes batte Ferrari anche negli equilibri interni

Come se non bastasse, ci si è messa anche la gestione dei piloti a complicare le cose. In ben due occasioni, nel corso della gara, Vettel e Leclerc si sono ritrovati a duellare ruota a ruota, e il muretto box ci ha messo diversi giri prima di inviare l’ordine (in entrambi i casi) di invertire le rispettive posizioni. Facendo così perdere ulteriore tempo prezioso, su un circuito in cui superare è notoriamente un’impresa molto difficile. Non si può certo dire che lo scontro interno tra i due ferraristi sia stato il guaio principale, in un Gran Premio del genere, eppure continua a rappresentare una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere nel momento meno opportuno, e che nessuno ai vertici di Maranello sembra preoccuparsi troppo di disinnescare.

Dall’altra parte, in casa Mercedes non c’è invece neppure questo inconveniente. Valtteri Bottas aveva dominato le qualifiche di ieri, ma si è messo fuori gioco dalla lotta per la vittoria fin dal via, balbettando qualche scusa come la sensazione strana avvertita sulla frizione. Nonostante le due Frecce d’argento si siano presentate alla prima curva fianco a fianco (insieme anche alla Ferrari di Vettel), i compagni di squadra non si sono nemmeno sfiorati: al contrario di quanto accadde tra Hamilton e il suo ex vicino di box Nico Rosberg nel 2016, proprio qui al Montmelò, dove i due si buttarono fuori pista al via. Sfilato in testa, a quel punto il campione del mondo in carica ha avuto vita facile ad involarsi verso la sua ennesima vittoria. Sbriciolando, anche stavolta, le illusioni del Cavallino rampante.

Fabrizio Corgnati