La verità inconfessabile? I tecnici Ferrari non ci stanno capendo niente

Sebastian Vettel sulla Ferrari nelle qualifiche del GP di Spagna di F1 2019 a Barcellona (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel sulla Ferrari nelle qualifiche del GP di Spagna di F1 2019 a Barcellona (Foto Ferrari)

F1 | La verità inconfessabile? I tecnici Ferrari non ci stanno capendo niente

No, neanche al Gran Premio di Spagna è arrivata la tanto attesa resurrezione Ferrari. Anzi, il passivo è stato ancora più pesante: ben otto i decimi rimediati dalla prima delle Rosse, quella di Sebastian Vettel, terzo, rispetto al poleman di giornata Valtteri Bottas. Un dato che fa riflettere, se si pensa che ci troviamo su quella stessa pista di Barcellona che era stata teatro del dominio nei test invernali, quello che aveva lasciato presagire troppo prematuramente un Cavallino rampante lanciato al galoppo verso il Mondiale di F1 2019.

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La Ferrari non trova il bandolo della matassa

Poco più di due mesi dopo, la fotografia che ci hanno fornito le qualifiche di oggi è sempre la solita, sconfortante. Non è servito a niente neanche il nuovo motore, del resto poco influente su un circuito dove la potenza cede il passo al carico aerodinamico. In effetti la SF90 continua ad essere la vettura più veloce sul dritto (anche sul lungo rettilineo del traguardo da 1,2 km), ma poi perde oltre sete decimi tutti nel terzo e ultimo settore intermedio, quello più lento, dove conta la trazione.

Insomma, gli ingegneri di Maranello spingono l’acceleratore degli sviluppi tecnici, dimostrando un approccio lodevolmente aggressivo, ma l’impressione è che non abbiano ancora azzeccato la giusta direzione da percorrere. Ha ragione Sebastian Vettel, quando confessa candidamente che la Ferrari non ha proprio capito il perché questa macchina si ostini ad andare così lenta, nonostante il visibile equilibrio alla guida. Neanche le novità aerodinamiche che si continuano a sfornare hanno sortito gli effetti sperati: a questo punto il timore è che i problemi abbiano un’origine meccanica, magari a livello di sospensioni. E allora sì che la vettura andrebbe completamente ridisegnata, un’operazione che in ogni caso non potrebbe avvenire in tempo per poter continuare a credere in un’improbabile rimonta iridata.

Strepitoso Bottas, che annichilisce Hamilton

Il rammarico è ancora più forte se si pensa che pure la Mercedes ha i suoi difetti. A prima vista potrebbe non sembrare, ma la Freccia d’argento, per quanto velocissima in percorrenza di curva, è molto nervosa in uscita. E proprio di questo fatto sta approfittando Valtteri Bottas, che sembra riuscire a domarla alla perfezione, mentre il suo più blasonato compagno di squadra Lewis Hamilton oggi ha affastellato più errori di quanto ci si sarebbe aspettato da uno specialista del giro secco come lui.

I sei decimi, a parità di macchina, rifilatigli dal finlandese sono tantissimi, per gli standard della Formula 1. E si possono giustificare solo in parte con la batteria del recupero d’energia rimasta scarica sulla vettura dell’anglo-caraibico, perché il campione del mondo in carica non aveva effettuato il giro di rallentamento nella seconda fase eliminatoria delle qualifiche. La prestazione di Bottas ha convinto anche gli osservatori più scettici che il suo salto di qualità è reale, e non solo un fuoco di paglia. Se c’è un uomo che può evitare che il Mondiale di Formula 1 2019 si trasformi nell’ennesimo monologo di Hamilton, questo è lui. E, per il bene dello spettacolo, ne abbiamo tanto, ma tanto bisogno.

Fabrizio Corgnati