Omicidio Marco Vannini, mamma Marina: “Ho sempre detto che Ciontoli mente”

Marco Vannini
Marco Vannini e la madre Marina Conte (foto dal web)

La madre di Marco Vannini, il ragazzo morto dopo essere stato colpito da un proiettile in casa della fidanzata, ha rilasciato un’intervista a Mattino Cinque.

Nella puntata di Mattino Cinque, il programma Mediaset in onda su Canale 5, di ieri mattina si è tornato a parlare del caso della morte di Marco Vannini, il ragazzo morto per un colpo di arma da fuoco esploso in casa della fidanzata nella notte tra il 17 ed il 18 maggio 2015. Ospite della trasmissione, condotta da Federica Panicucci e Francesco Vecchi, è stata la madre del ragazzo di Cerveteri, Marina Conte. La donna ha rilasciato un’intervista durante la quale ha cercato di ricostruire quanto accaduto quella maledetta sera ed ha commentato le testimonianze che sono state raccolte in questi mesi dall’inviato della trasmissione Le Iene Giulio Golia che da tempo si occupa di un’inchiesta in merito.

Omicidio Marco Vannini, mamma Marina: “Vogliamo sapere la verità ed avere giustizia“.

Marina Conte, madre di Marco Vannini, ha preso parte alla puntata della trasmissione Mattino Cinque di ieri mattina, giovedì 9 maggio. La donna ha iniziato le sue dichiarazioni commentando la richiesta degli avvocati della famiglia di Ciontoli di un’ulteriore riduzione della pena: “Sicuramente non è una bella cosa sapere che hanno richiesto di nuovo una riduzione della pena. Gli avvocati fanno il loro lavoro e quindi vanno per la loro strada, come noi andremo avanti per la nostra. Il Procuratore Generale ha fatto richiesta in Cassazione con la quale richiede l’omicidio volontario per tutta la famiglia Ciontoli e noi come parte civile, l’avvocato Coppi ha fatto delle memorie aggiuntive con le quali ci batteremo per l’omicidio volontario da imputare a tutta la famiglia. Detto questo, vedremo in Cassazione se si potrà ribaltare quanto deciso in appello“. Marina poi ha cercato di ricostruire quanto accaduto quella maledetta sera del 17 maggio 2015: “Io ho sempre detto che il Ciontoli mente, mente spudoratamente perché io ho sempre detto che mio figlio non si sarebbe mai fatto un bagno in sua presenza. Mio figlio non era un appassionato d’armi, andava in quella casa da tre anni, figuriamoci se avesse voluto vedere le pistole mentre si stava lavando, quindi sicuramente il Ciontoli mente. Io parto dal presupposto che in quella casa c’erano mio figlio ed altre cinque persone, è partito questo colpo d’arma da fuoco che Ciontoli dice di aver sparato, ma adesso vedremo come si evolveranno gli eventi. Lui dice di aver sparato, ma è la condotta successiva che inchioda tutti quanti, perché tutti sapevano che quel colpo era stato esploso, che Marco sanguinava e che mio figlio urlava, urla disumane sentite anche dai vicini. È un dato che è presente negli atti ed i giudici dovrebbero valutare queste cose, basterebbe questo insieme alle intercettazioni di Martina, per inchiodare tutti per omicidio volontario. Noi insieme agli avvocati ci stiamo consigliano per sapere se ci sia un’altra verità. Non è lo sparo che ha ucciso mio figlio, ma la condotta successiva“.

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Omicidio Vannini, mamma Marina parla delle testimonianze raccolte da Le Iene

In studio vengono mostrate la testimonianze di raccolte da Giulio Golia de Le Iene nelle scorse settimane. Quella di Davide Vannicola che parla di alcune presunte confidenze fattegli dal maresciallo Izzo, ex comandante della stazione dei carabinieri di Ladispoli, secondo il quale a sparare quella sera non sarebbe stato Antonio Ciontoli, ma il figlio Federico. Ed anche quella di una vicina di casa Ciontoli, la quale sostiene di non aver visto l’auto di Antonio Ciontoli subito dopo lo sparo davanti al suo cancello, dove per anni l’ha parcheggiata, ma di averla notata in mezzo alla strada solo quando l’ambulanza stava per lasciare l’abitazione Mamma Marina in merito dichiara: “Io dico che chi sa deve parlare. È vero che sono passati quattro anni, è vero che le indagini nono sono state condotte al meglio, non sequestrando la casa, ma se qualcuno ci può aiutare, ci possa fare sapere di più lo faccia che ben venga. Io sono anni che faccio appelli, ma ci sono tutti gli elementi per poter mandare in prigione queste persone. Se ci sono altre verità e non è questa io non lo so, ma vogliamo sapere la verità ed avere giustizia per Marco e mi auguro che in questo processo i giudici leggano bene di nuovo le carte“.

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