Bolletta, la truffa sta nel contratto: attenzione a questi dettagli

bolletta truffe
Occhio alle truffe della bolletta (foto dal web)

Spesso la bolletta può nascondere delle insidie e non mancano soggetti di dubbia moralità che vi vogliono raggirare: la truffa è sempre dietro l’angolo.

Molte volte le utenze possono essere un qualcosa di complicato da gestire. La bolletta elettrica, quella del gas, dell’acqua e quant’altro a volte nascondono delle truffe e delle insidie non da poco. Ne parla in particolare una indagine di mUp Research e Norstat, resa nota da facile.it. Dai dati raccolti sarebbe emerso che il 70,4% delle persone intervistate vorrebbe risparmiare di più proprio sulla bolletta elettrica. In molti non si fidano e credono di pagare più del dovuto. Per evitare di cadere nella rete di chi vuole pescare dalle nostre tasche senza alcun motivo occorre fare attenzione ad alcuni aspetti. A volte entrano in atto delle vere e proprie truffe da soggetti terzi che nulla hanno a che vedere con quanto fatto dai soggetti di riferimento legittimi. Truffe che avvengono spesso tramite messaggi di posta elettronica nei quali si invita a cliccare su degli appositi link. Ebbene, non fatelo! Cestinate subito il messaggio e non inserite mai dati personali o sensibili. Poi ci sono quelli che telefonicamente richiedono il vostro assenso.

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Bolletta, fate attenzione alle truffe

Non pronunciate mai la parola “si” e non accettate ma nulla se non ne siete assolutamente sicuri. Si arriva anche al porta a porta. E qui è sempre bene diffidare di chi non conoscete. Se poi avrete le prove che effettivamente quei rappresentanti lavorano in maniera legale, allora potete anche intavolare un discorso. Ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di malintenzionati. Ricordate che gli incontri a casa avvengono spesso previa appuntamento. E comunque in nessun caso i fornitori di luce, gas o acqua inviano propri emissari per avere denaro contante a domicilio. Se succede questo, cacciate il vostro interlocutore senza pensarci su due volte. Un trucco messo in atto dai truffatori o da sedicenti soggetti è quello di affermare come l’azienda alla quale ci appoggiamo per le utenze stia per fallire. E poi c’è naturalmente di mezzo il discorso economico, con prezzi offerti che all’apparenza risultano più convenienti.

Prestate attenzione ai codici POD e PDR

Per fugare ogni dubbio, in questo caso dovreste pretendere una proposta in forma scritta, un contratto o qualunque cosa simile che possa essere ben studiata, prendendovi tutto il tempo che vi serve. Magari chiedendo anche aiuto alla Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA). E badate bene ai codici POD per le bollette dell’energia elettrica ed a quello PDR per il gas. Sono degli identificativi delle forniture e hanno lo scopo di preservare il vostro servizio. Si tratta di codici alfanumerici senza i quali nessuno può pretendere di farvi cambiare operatore. Se ve lo chiedono allora le persone che avete davanti sono dei truffatori, perché le aziende di riferimento già conoscono questa informazione su di voi. Poi non dimenticate che un contratto di utenza ha validità soltanto se ne esiste una doppia conferma da parte vostra. Ed una azienda ha l’obbligo di chiedervela. Voi la potete concedere sia per forma scritta che a voce tramite registrazione.

Avete comunque la possibilità di tutelarvi anche a frittata avvenuta

Attenti quindi a rispondere con “si, no, lo confermo” perché c’è anche chi rimonta le vostre frasi per incastrarvi e farvi cambiare gestore. Occhio infine a voci come ‘cessazione contratto’ e simili che possono essere riportate nella bolletta. Se avete dubbi o sospetti, contattate subito l’ARERA. Se poi ci siete cascati (può capitare), dovreste cercare di dimostrare la vostra assoluta inconsapevolezza. Magari facendo vedere che una firma non è vostra o che siete stati ingannati. Con appositi reclami non siete tenuti a pagare la bolletta e potete tutelarvi tramite l’Autorità Garante ed esigendo un ritorno alla precedente utenza. Nel caso avete comunque e sempre diritto a 14 giorni in cui far valere il vostro diritto di ripensamento e di recessione del nuovo contratto. Il tutto senza alcun obbligo monetario o penale e senza che motiviate la vostra scelta. Dalla firma in poi ci sono queste due settimane di tempo o dall’avvenuta registrazione del vostro consenso. E se il nuovo fornitore dovesse mancare di far sapere le modalità su come funziona tale diritto di recesso, il tempo a vostra disposizione sale addirittura ad un anno.