Analisi prove libere: come si sono comportate le novità tecniche Ferrari

Charles Leclerc in pista a Barcellona sulla Ferrari nelle prove libere del GP di Spagna di F1 2019 (Foto Ferrari)
Charles Leclerc in pista a Barcellona sulla Ferrari nelle prove libere del GP di Spagna di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Analisi prove libere: come si sono comportate le novità tecniche Ferrari

Il venerdì del Gran Premio di Spagna non ha rappresentato solo la tradizionale giornata di prove libere in preparazione per il weekend di gara a Barcellona, ma soprattutto il primo vero banco di prova per il pacchetto di aggiornamenti tecnici introdotto dalla Ferrari. Modifiche agli alettoni, al cofano, ma soprattutto un motore completamente rinnovato, abbinato ad un olio lubrificante sviluppato appositamente per questa evoluzione. Novità che il Cavallino rampante aveva in programma di introdurre solo in Canada, ma che ha alla fine anticipato addirittura di un mese, con il chiaro intento di giocarsi il tutto per tutto in un duello mondiale che, dopo i primi quattro appuntamenti della F1 2019, le sta già sfuggendo di mano.

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Gli aggiornamenti Ferrari non fanno la differenza

Ecco, se le aspettative nei confronti di questi aggiornamenti erano altissime alla vigilia, il risultato in pista a Barcellona si è rivelato estremamente deludente. Le due sessioni disputate oggi ci hanno consegnato una Ferrari ancora staccatissima dalla Mercedes, sia in simulazione di qualifica che di gara. Ma soprattutto, il che è ancora peggio, sempre alle prese con i soliti, cronici difetti: la difficoltà di gestione delle gomme, in particolare quelle di mescola morbida e media (quelle che dovrebbero essere usate domenica, e con le quali la Freccia d’argento si è dimostrata nettamente più efficace), e la trazione in uscita dalle curve lente. Non è un caso se i tre decimi di divario che ha accusato al fine prove, la Rossa li ha accumulati praticamente tutti nell’intermedio conclusivo del tracciato, quello con le curve a velocità più bassa.

Hamilton le prende da Bottas

All’altro angolo del ring, la Mercedes va invece a dormire serena, forte di un bilancio positivo sotto tutti gli aspetti. Non solo si è dimostrata devastante sul giro secco, che al Montmelò è particolarmente rilevante, vista la ben nota difficoltà di sorpassare, ma ha anche annichilito la concorrenza in termini di passo gara, rivelandosi costante sia con i serbatoi pieni che con le gomme usate. Particolarmente in palla è apparso Valtteri Bottas, che di fine settimana in fine settimana sembra acquisire sempre più consapevolezza in se stesso e di conseguenza anche più efficacia. Il suo compagno di squadra Lewis Hamilton, al contrario, ha messo in scena una prestazione tutt’altro che impeccabile: nei primi giri si è anche prodotto in due errori all’ultima chicane.

Insomma, apparentemente il campione del mondo in carica non sembra ancora avere trovato quel feeling totale con la macchina, che invece al suo vicino di box finlandese calza letteralmente come un guanto. Nulla di troppo preoccupante, s’intende: l’anglo-caraibico ha ancora tutto il tempo di studiare i dati prima di domani mattina e di lavorare sui suoi problemi in vista delle qualifiche. Lo stesso compito che attende la Ferrari, e che sulla carta non sarebbe impossibile. Se non fosse che la Stella a tre punte ci ha ormai abituato fin troppo bene a trovare l’assetto base di partenza fin dal venerdì e da lì a continuare la sua crescita inesorabile e irrefrenabile nei giorni successivi. Quando la Mercedes parte così bene, per gli avversari il weekend si mette già davvero in salita.

Fabrizio Corgnati