Toto Wolff promosso a capo della F1: la mossa che non piace alla Ferrari

Toto Wolff (Foto Mercedes)
Toto Wolff (Foto Mercedes)

F1 | Toto Wolff promosso a capo della F1: la mossa che non piace alla Ferrari

Da dominatore della Formula 1 a patron del campionato. Toto Wolff, l’attuale team principal della Mercedes, è il candidato favorito a diventare nuovo amministratore delegato della Liberty Media, organizzatrice del Mondiale a quattro ruote. Il suo contratto con la Freccia d’argento scade a fine 2020 (come lui stesso non ha smentito a margine dello scorso Gran Premio dell’Azerbaigian), proprio in contemporanea con la fine prevista del mandato dell’attuale ad della F1, Chase Carey.

Autorevoli siti specializzati internazionali come GPToday e Racefans si sono dunque già spinti ad ipotizzare un clamoroso passaggio di testimone sulla poltrona più alta del gruppo americano che gestisce la categoria regina. Un’operazione non certo impossibile, ma che deve fare i conti anche con la Ferrari. Il principe dei giornalisti economici dell’automobilismo, Christian Sylt, ha infatti ricordato sulle colonne di Forbes che il Cavallino rampante ha il diritto di veto sulla nomina di qualsiasi nuovo boss del campionato.

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Mercedes e Renault verso il ritiro?

Il patto della Concordia prevede infatti che la Rossa debba dare “il suo consenso scritto” se il candidato in questione “ha ricoperto un ruolo esecutivo o è stato comproprietario di qualunque squadra” nei precedenti cinque anni: proprio il caso in cui ricade Toto Wolff. È vero che il manager austriaco ha avuto ottimi rapporti con l’ex team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene, e intrattiene scambi cordiali anche con il suo successore Mattia Binotto, ma Maranello sarebbe effettivamente così contenta se a capo della F1 fosse posto il numero uno della sua diretta rivale? Difficile dirlo.

L’altro interrogativo che è stato sollevato da questa indiscrezione bomba riguarda ovviamente il futuro della Mercedes. Che cosa succederà ai campioni del mondo quando abbandonerà il loro condottiero? Potrebbero sostituirlo, certo, ma un altro scenario altrettanto credibile è che si ritirino del tutto dalla Formula 1. Dopo aver dominato in lungo e in largo gli ultimi cinque campionati (sei con quello attuale), infatti, non solo la Stella a tre punte non ha più nulla da dimostrare, ma ha tutto da perdere: con il passare del tempo rischia solamente di essere sconfitta, prima o poi. Il nuovo presidente del gruppo, Ola Kallenius, che sostituirà Dieter Zetsche passato ad altro incarico, oltre a non avere in grande simpatia Wolff non vedrebbe di buon occhio l’idea di continuare a spendere mezzo miliardo a stagione per correre in un campionato in cui ha già dimostrato la sua manifesta superiorità. Meglio dirottare gli impegni sulla Formula E, meno costosa e più appetibile per ragioni industriali e di marketing.

Dal 2021, dunque, potremmo vedere un Mondiale senza la Mercedes, e forse anche senza la Renault, il cui ritorno a tempo pieno in F1 (voluto quattro anni fa dal boss Carlos Ghosn, caduto in disgrazia) ha finora regalato solo figuracce e risultati deludenti. A quel punto le uniche due Case ufficiali rimanenti sarebbero la Ferrari e la Honda: un’eventualità che ridurrebbe di molto l’appeal del campionato nei confronti del pubblico e di conseguenza il suo valore commerciale. Un’ipotesi che già fa tremare i proprietari della Liberty Media. E una bella gatta da pelare che l’eventuale nuovo amministratore delegato Toto Wolff si ritroverebbe tra le mani.

Fabrizio Corgnati