Paolo Simoncelli racconta la favola della prima vittoria, 15 anni dopo il Sic

Niccolò Antonelli e Tatsuki Suzuki festeggiano la doppietta a Jerez 2019 in Moto3 (Foto Sic58 Squadra Corse)
Niccolò Antonelli e Tatsuki Suzuki festeggiano la doppietta a Jerez 2019 in Moto3 (Foto Sic58 Squadra Corse)

Moto3 | Paolo Simoncelli racconta la favola della prima vittoria, 15 anni dopo il Sic

Se domenica, almeno nelle classi inferiori del Motomondiale, a Jerez de la Frontera è riecheggiato l’inno d’Italia è stato anche merito della SIC 58 Squadra Corse, che ha dominato la Moto3 chiudendo con una doppietta firmata dai compagni di squadra Niccolo Antonelli e Tatsuki Suzuki. Una gioia grande per il patron Paolo Simoncelli, che ha festeggiato la prima vittoria del suo team, per giunta sulla stessa pista dove quindici anni fa, in 125, suo figlio Marco Simoncelli colse il suo primo successo da pilota.

“Sono felicissimo”, racconta papà Paolo, “con due compagni che fanno primo e secondo non ci sono scontenti nel team e non potevamo chiedere di più. Sono rimasto colpito da un Tatsuki che si è battuto da guerriero, non ha mai mollato, si vede da qui quanto è cambiato in questi due anni. E di come la strategia di gara di Niccolò di partire soft per poi attaccare sul finale abbia funzionato. Questa vittoria lo porta secondo nella classifica generale e lancia noi in testa alla classifica dei team”.

Simoncelli ha speso molte parole per raccontare le intense emozioni vissute nel os: “Quanto io e la mia squadra ci siamo emozionati l’avrete visto in diretta tv, quando dalla gioia stavamo per prenderci a sberle e dopo una gara così ho poche cose da dire, è un podio che dedichiamo a tutti quelli che ci vogliono bene. Tutte le perplessità, le divergenze, il resto passano in secondo piano, le arrabbiature varie ed eventuali o le pole incredibilmente mancate. Sì, perché Niccolò aveva un vantaggio di mezzo secondo al T2 mentre Tatsuki l’ha persa per 4 millesimi. Forse stiamo riuscendo ad essere un po’ più squadra e questo ci rende forti, anche i rapporti tra i due piloti sono un po’ meno freddi”.

Paolo Simoncelli svela anche un retroscena: “Un episodio è stato all’inizio delle Q2 quando Tatsuki è andato da Antonelli e gli ha consigliato di stare attento al vento forte della curva 5. Mi sono piacevolmente stupito e penso che l’abbraccio che si sono dati in pista sia stato davvero sincero. Tatsuki mi ha confessato di essersi detto mentre era all’ultimo giro: “E’ il momento, o ghiaia o champagne!” Sta bon, i suoi danni li aveva già fatti con una caduta inutile il giorno prima”.

A completare il successo di squadra è stato anche un altro podio del più giovane pupillo del team Sic58: “Vi dirò di più, ha corso anche Bertelle nella Rookies Cup finendo con un bellissimo terzo posto. Ancora sono incredulo, avessimo corso anche con la MotoE sicuramente avremmo fatto un buon risultato, Jerez per noi ha qualcosa di speciale. Ricordiamo che qui c’è stata la prima vittoria nel CEV anche con Tony Arbolino e la doppietta di oggi non può non portarmi a quella del 2004 che vide un formidabile (giuro non sono di parte) Marco Simoncelli vincere sotto la pioggia la sua prima gara in 125 seguito a ruota dal compagno e amico Steve Jenkner”.

“Se è vero che la vita è piena di segni celesti difficili da vedere questo mi sembra abbastanza palese. E mentre tutti dicono che questa volta sono stato io a dedicare il podio a Marco be io vi dico che è stato lui a fare un regalo a noi e anche senza vederlo so esattamente cosa ci sarebbe stato scritto sul bigliettino:  “Bà a sem trop fort!””, conclude Paolo Simoncelli. Jerez, dove tutto ebbe inizio.