Morte Biondo: dalla Spagna tutto il fango gettato su Mario

Mario Biondo
Mario Biondo (foto dal web)

L’inviato della trasmissione Le Iene Cristiano Pasca ha realizzato un nuovo servizio sulla morte del cameraman siciliano Mario Biondo nel quale ha intervistato un detective che a telecamere abbassate ha fatto una dichiarazione choc.

Le Iene tornano sulla morte del cameraman siciliano Mario Biondo, avvenuta nel maggio 2013, con un nuovo servizio dell’inviato Cristiano Pasca andato in onda nella puntata di ieri. Pasca, che da tempo si occupa dell’inchiesta sulla misteriosa morte del cameraman 31enne, ritrovato impiccato nella casa di Madrid dove viveva con la moglie, ha rivelato nuovi dettagli sul caso dopo essersi recato in Spagna.

Morte Mario Biondo: il nuovo servizio de Le Iene

Ieri, durante la scorsa puntata, la trasmissione Le Iene è tornata a parlare della morte di Mario Biondo. L’inviato Cristiano Pasca, che da tempo si occupa dell’inchiesta, si è recato in Spagna ed ha mostrato che davanti l’abitazione di Enrique, cugino della moglie del cameraman, a Plasencia è ancora presente la rete Wi-Fi “PSALVADOR2”, una di quelle a cui si sarebbe agganciato il computer di Mario dopo la sua morte. La Iena ha provato ad intervistare, ma senza successo, l’esperto informatico. Tornato in macchina Pasca si accorge che qualcuno ha rotto il vetro dell’abitacolo con un sasso ed ha rubato uno zaino in cui erano custoditi materiale tecnico e le schede con i video girati la mattina. L’inviato ha provato anche a contattare la moglie di Mario, la famosa giornalista conduttrice spagnola Raquel Sanchez Silva, ma anche in questo caso non è riuscito ad avere risposte. A parlare con Cristiano Pasca è il criminologo e detective privato, Eduardo Navasquillo, che era stato incaricato dalla famiglia Biondo per far luce sul decesso. Navasquillo ai microfoni de Le Iene spiega: “Abbiamo investigato su Mario, sulla sua vita privata e professionale, su sua moglie, su tutto. In base alle prove che avevamo tutto portava al suicidio. Mario aveva consumato cocaina, i primi risultati erano positivi alla cocaina e anche la relazione tossicologica fatta in seguito. Risultava che aveva consumato alcol e la sostanza stupefacente, cose che possono aiutare a commettere un suicidio. Ho l’esame del medico legale e l’esame tossicologico. So che anche la famiglia Biondo ha questa relazione e ho informazioni che loro non hanno raccontato perché non è interessata a farlo“. Sentendo quanto affermato dal detective privato, Pasca decide di mostrare l’intervista ai genitori del cameraman, Giuseppe e Santina Biondo. I due negano categoricamente quanto detto da Navasquillo: “Noi non abbiamo nessuna relazione, della polizia scientifica abbiamo solo 25 fotografie, ma senza relazione. Anche se mio figlio si fosse fatto di cocaina, non mi interessa, mi dispiace come madre, ma la cosa che mi interessa è portare alla luce la verità. Di ciò che dice Navasquillo ne dovrà rispondere davanti alla legge“.

Il detective ha poi affermato che l’esame del capello per accertare la presenza di stupefacenti nel corpo di Mario è stato fatto tardi, ma anche in questo caso, la famiglia smentisce dicendo che il test fu effettuato nel dicembre 2013, pochi mesi dopo la morte del cameraman, aggiungendo anche un particolare: “Quando Raquel – afferma Santina Biondo- mi disse che Mario faceva uso di cocaina io le ho chiesto del perché non me lo avesse detto prima e lei mi rispose che stavano provvedendo perché anche lei ne faceva uso, non ho la prova di questo, ma posso giurartelo che me lo abbia detto“. Il detective, poi, tira fuori un altro dettaglio dicendo: “Poco prima di morire Mario fece delle ricerche sulla relazione tra il consumo di cocaina e l’oligospermia (condizione di bassa concentrazione di spermatozoi rispetto a quella ritenuta come normale, ndr). Può essere un elemento che lo ha spinto a suicidarsi. Queste informazioni sulle ricerche me le ha date la sua famiglia“. Anche qui, però, arriva la smentita dei genitori di Mario e dal loro legale, Carmelita Morreale.

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La morte del cameraman 31enne: la dichiarazione choc del detective

Il servizio si chiude con il detective che a telecamere abbassate, convinto di non essere ripreso, fa una dichiarazione choc: “Ho molte altre informazioni che non ti dirò, perché il processo non è del tutto chiuso in Italia. Queste prove me le tengo, non per me ma per altre persone che potrebbero essere accusate della morte di Mario. Le posso portare solo in sede giudiziaria e solo se me lo chiede un PM o un giudice“. “Questo -commenta Santina- è grave lui sta proteggendo chi ha ucciso mio figlio, lui sa chi ha ucciso Mario!“. Intanto la Procura di Palermo ha deciso di prorogare le indagini sul caso di altri sei mesi.

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