Arthur Leclerc a TMW: “Cosa mi ha insegnato mio fratello Charles”

Arthur Leclerc e Charles Leclerc (Foto Venturi/Ferrari)
Arthur Leclerc e Charles Leclerc (Foto Venturi/Ferrari)

Formula E | Arthur Leclerc a TMW: “Cosa mi ha insegnato mio fratello Charles”

Diviso tra la Formula E, dove è inserito nel vivaio del team Venturi, la Formula 4 tedesca, dove corre con il team Sauber Junior, e la Formula 1, che per ora guarda solo in televisione, tifando ovviamente per suo fratello Charles Leclerc alla Ferrari. Il giovane Arthur Leclerc è solo l’ultimo della lista dei fratelli d’arte delle corse: 18 anni, ma un potenziale forse alla pari con quello del più illustre parente neo-ferrarista. TuttoMotoriWeb.com lo ha intervistato, interrogandolo sulla sua stagione, ma anche stuzzicandolo sul rapporto con il fratellone Charles.

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Arthur, che cosa significa per te il rinnovo del contratto con Venturi?
Significa molto, perché il rapporto tra noi è cambiato rispetto allo scorso anno ed è molto più stretto. Nel 2018 mi sono limitato a crescere come pilota e ad imparare come funziona la Formula E. Ora lavoro molto di più al simulatore, vengo invitato alle riunioni per vedere come lavorano i piloti ufficiali e sono coinvolto nello sviluppo tecnico.

Cosa pensi della Formula E, verso la quale Vettel e Hamilton ultimamente hanno speso giudizi molto critici?
Lo ritengo un ottimo campionato, ma anche completamente diverso da tutte le altre categorie. Il fatto che si corra quasi esclusivamente su circuiti cittadini, invece che su tracciati permanenti, rende molto più difficile spingere al massimo. I muretti sono vicini e basta commettere un piccolo errore per finirci contro. Inoltre è un campionato molto combattuto: lo abbiamo visto nelle ultime otto gare in cui si sono susseguiti otto vincitori diversi.

Il tuo sogno per il futuro è correre in Formula E, oppure la tua prima scelta resta comunque la Formula 1?
No, la mia ambizione è quella di correre in Formula E con la Venturi.

Nel frattempo hai debuttato in Formula 4 tedesca. Come è andato il tuo primo weekend?
Complessivamente è andato bene. In qualifica ho commesso un piccolo errore, è stato un po’ difficile, ma poi ho rimontato bene: in gara-2 sono partito dodicesimo e ho chiuso sul podio. Sono soddisfatto dell’esordio, ma ora correremo al Red Bull Ring e spero di fare ancora meglio.

Che obiettivo ti poni per la stagione?
Vincere, ovviamente. Anche se la serie è molto combattuta e arriveranno molte piste che non conosco, darò il massimo per vincere il titolo. E nel frattempo continuare a imparare e diventare il miglior pilota possibile.

In F4 corri con il Sauber Junior Team, la stessa squadra che gestisce la Alfa Romeo in Formula 1. Avrai la possibilità di provare la monoposto in futuro?
Vedremo. Al momento non ci sono piani in tal senso: io lo spero, ma per ora mi concentro sulla Formula 4.

Cosa pensi dei primi Gran Premi di tuo fratello Charles Leclerc in Ferrari?
Ha iniziato molto bene la stagione: in Bahrein ha dimostrato di andare fortissimo e penso che lo confermerà ancora in futuro. Ma è un po’ presto per parlare del titolo mondiale, perché mancano ancora tantissime gare.

La Ferrari fa bene a favorire Sebastian Vettel rispetto a lui con gli ordini di scuderia?
Mah, questo non lo so…

Che rapporto hai con lui, da pilota a pilota?
Lui cerca di lasciarmi in pace, perché sa che in ogni sport devi sbagliare per poter imparare dagli errori che commetti. Ma quando ho qualcosa da chiedergli, mi dà sempre dei buoni consigli, da fratello maggiore.

Il consiglio più importante?
Quello di restare sempre calmo. Non mi veniva naturale l’anno scorso: anzi, quando sbagliavo tendevo a innervosirmi.

Fabrizio Corgnati