Picchia brutalmente il figlio con la cintura: l’incredibile motivazione

Bambino
(foto dal web)

Un 40enne di origini cinesi residente a Milano è stato rinviato a giudizio con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione. L’uomo è accusato di aver picchiato il figlio con la cinta, perché quest’ultimo si era vestito da donna.

Un 40enne di origini cinesi, ma residente da diverso tempo a Milano, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 40enne avrebbe colpito il proprio figlio per punirlo con una cintura perché quest’ultimo, insieme al fratellino si era vestito da donna. Il ragazzino avrebbe indossato dei vestiti femminili per gioco, ma il padre ritenendo inammissibile il gesto del figlio lo ha punito colpendolo a cintate ripetutamente davanti agli occhi della madre che non avrebbe fatto nulla per fermarlo. A far emergere l’episodio sono stati gli educatori scolastici nei giorni successivi che avrebbero notato le ferite riportate sul braccio dal ragazzo.

Picchia il figlio con la cinta perché vestito da donna: rinviato a giudizio 40enne

Nel giugno dello scorso anno un uomo di 40 anni di origini cinesi, ma da tempo residente con la famiglia a Milano, avrebbe picchiato il figlio con la cintura dei propri pantaloni perché quest’ultimo per gioco aveva indossato vestiti femminili. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il bambino si sarebbe vestito in casa insieme al fratellino con degli abiti da donna, ma il padre non ritenendo appropriato quanto stesse accadendo ha impugnato la cintura dei pantaloni e lo ha colpito ripetutamente. L’episodio è arrivato al vaglio degli inquirenti, secondo quanto riportato da Fanpage, solo pochi giorni dopo quando le educatrici scolastiche si sono accorte delle cicatrici sul braccio del bimbo ed hanno avvertito i servizi sociali, i quali hanno informato la Procura della Repubblica. Così sono scattate le indagini che hanno portato alla luce l’episodio del quale il padre, durante l’interrogatorio, non ha negato il verificarsi aggiungendo di trovare “riprovevole” il gesto messo in atto dal figlio. L’uomo adesso è stato rinviato a giudizio e dovrà rispondere dell’accusa di abuso dei mezzi di correzione.

Leggi anche —> Agguato a Napoli: le condizioni della piccola Noemi