Sulla Yamaha debuttano i primi aggiornamenti: queste le novità tecniche

Valentino Rossi a fianco della sua Yamaha M1 2019 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi a fianco della sua Yamaha M1 2019 (Foto Yamaha)

MotoGP | Sulla Yamaha debuttano i primi aggiornamenti: queste le novità tecniche

Con il debutto della MotoGP 2019 nel vecchio Continente, esordiscono anche le prime novità tecniche sulla Yamaha. Se nelle prime tre gare la squadra dei Diapason (come del resto anche le rivali) è stata assorbita dalle lunghe trasferte extra-europee, stavolta su un circuito più vicino alla sede sportiva del marchio (che si trova in Italia, per la precisione in Brianza, a Gerno di Lesmo) c’è stato tutto il tempo per sviluppare nuove soluzioni da portare in gara. A partire da quella che Valentino Rossi aveva richiesto a gran voce più di tutte: l’ormai famigerato cucchiaio.

Si parla del deflettore montato sotto al forcellone, che copre in parte i dischi dei freni, utilizzato quest’anno dalla Ducati fin dal Gran Premio inaugurale in Qatar e che molte polemiche ha sollevato, con tanto di ricorso degli avversari poi bocciato dalla Federazione motociclistica internazionale. La Yamaha, del resto, è stata l’unica delle altre Case a non aderire alla protesta lanciata da Aprilia, Honda e Ktm; forse proprio perché fu la prima, già a Valencia nel 2018, ad introdurre questa controversa appendice.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Il cucchiaio aiuterà la Yamaha a Jerez

In quell’occasione la regolarità non fu messa in discussione: la pinna serviva solo in caso di pioggia, per proteggere la ruota posteriore dall’acqua. Ma, nel frattempo, i commissari l’hanno dichiarata legale anche sulla pista asciutta, con l’obiettivo di raffreddare la gomma, dando così indirettamente il via libera anche a tutti gli altri team per adottarla sulle loro moto. La Yamaha ha dovuto solamente adattare il deflettore al telaio e alla carrozzeria della M1 2019, e a partire da questo weekend è finalmente pronta per farlo scendere ufficialmente in pista.

Guarda caso, a Jerez de la Frontera: tra tutti i circuiti del Mondiale, proprio quello in cui può rivelarsi più utile, per tenere a bada le temperature roventi degli pneumatici, che nelle passate edizioni avevano tormentato la moto giapponese provocandone un consumo eccessivo e compromettendo le prestazioni. In questa edizione del Gran Premio di Spagna, complice il cucchiaio ma anche la riasfaltatura del tracciato, questo inconveniente non si dovrebbe più ripresentare, facendo dunque aumentare esponenzialmente le chance di ben figurare per Valentino Rossi e Maverick Vinales.

Nei test di lunedì arrivano altre novità

Ma gli sviluppi tecnici in casa Yamaha non si fermano qui. Lunedì, dopo la gara, è infatti in programma la prima giornata di test collettivi in corso di stagione, che la squadra sfrutterà per rimettere alla prova le novità già sperimentate la settimana scorsa dal collaudatore Jonas Folger. Si tratta soprattutto di soluzioni elettroniche, studiate per addolcire l’accelerazione, migliorare l’erogazione del gas, ridurre il pattinamento delle gomme e di conseguenza perfezionarne la gestione. Valentino Rossi ha già fatto sapere ieri che attende con impazienza di provare questi aggiornamenti, che si aspetta che “migliorino la moto”. Sono i primi risultati concreti della rivoluzione strutturale e umana, ispirata dallo stesso Dottore, che la scuderia ha implementato durante l’inverno: a partire proprio dalla fondazione di una squadra test europea, che lavorasse sui circuiti effettivamente utilizzati per le gare del Motomondiale, e allo stesso tempo rafforzasse il legame tra il reparto corse italiano e gli ingegneri che progettano la M1 in Giappone. Ora non resta che confermare questi passi avanti anche in pista…

Fabrizio Corgnati