Il dolce sapore dei soldi. F1 presto in Arabia Saudita

Formula E Arabia Saudita (©Getty Images)

F1 | Il dolce sapore dei soldi. Il Circus presto in Arabia Saudita

Sebbene l’Arabia Saudita continui ad essere sotto i riflettori mondiali per il mancato rispetto dei più banali diritti dell’uomo, soprattutto in tempi recenti l’universo dei motori sembra esserne particolarmente attratto.

Prima disciplina a fare visita al Paese arabo è stata la Formula E che, per la sua stagione 2018/2019 ha deciso addirittura di inserirlo come apertura lo scorso mese di dicembre con tutte le celebrazioni in pompa magna del caso.

Adesso, a quanto pare, dovrebbe toccare alla F1. Dopo Bahrain e Abu Dhabi, il Medio Oriente si arricchirà dunque di un terzo appuntamento.

A diffondere l’indiscrezione di questo ingresso che certo farà discutere, è stato il magazine tedesco Auto Motor und Sport, secondo cui il Regno saudita avrebbe già proposto in maniera ufficiale agli organizzatori del Circus un dossier di candidatura per ospitare la massima serie su quattro ruote nella capitale Riyad, come già successo nel 2018 con la Formula al 100% elettrica. Anche in questo caso si tratterebbe di un circuito cittadino.

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Perché l’avvicinamento al motorsport – L’attuale intenzione dell’Arabia Saudita, su impulso del Principe Ereditario Mohammed, è quella di allontanarsi dal sovranismo ultra-conservatore che l’ha caratterizzata finora e dalla dipendenza stringente con il commercio del petrolio. Per questo già da un paio d’anni ha cercato di investire fondi in eventi culturali e sportivi, nonché turistici per una somma pari da 34 miliardi di dollari da qui al 2020.
Perché Liberty Media non può rifiutare – Ovviamente la risposta sono i soldi offerti. Mentre i tracciati eurpei storici viaggiano con l’acqua alla gola e sono sempre lì a trattare per andare al risparmio, la capitale araba avrebbe messo sul piatto 60 milioni all’anno (ndr. contro i 17 annuali offerti dall’Italia). Ecco spiegato il motivo per cui difficilmente l’ente proprietario della F1 potrà dire di no, diritti o non diritti umani infranti.
Già qualche giorno fa era arrivata la conferma che il rally raid più pericoloso in assoluto, ovvero la Dakar, dal 2020 si disputerà proprio in Arabia Saudita e non più in Sud America. Il motivo? Beh, è facile immaginarlo…
Chiara Rainis