Superbike, rivoluzione Honda per contrastare Ducati dal 2020

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Leon Camier (©Getty Images)

Superbike, rivoluzione Honda per il 2020: nuova moto e pilota MotoGP?

Da anni la Honda raccoglie solamente delusioni nel campionato mondiale Superbike, non è un mistero. Se in MotoGP la casa di Tokio fa incetta di titoli con Marc Marquez, nella competizione iridata dedicata alla derivate di serie lo scenario è differente.

L’ultimo titolo WSBK della Honda risale al 2007, quando fu James Toseland a trionfare. Un po’ di podi e vittorie in gara sono arrivate in seguito con Carlos Checa e Jonathan Rea fino al 2014, poi il costante declino. Le ultime stagioni sono state disastrose e hanno spinto la casa di Tokio a tornare ad impegnarsi in forma diretta in Superbike dopo 16 anni. L’annuncio di novembre 2018 ha fatto capire le intenzioni di HRC di rilanciarsi in questa categoria. La collaborazione con Moriwaki e Althea è funzionale al progetto, anche se l’inizio di campionato 2019 non ha regalato risultati apprezzabili finora.

Superbike, svolta Honda: nuova moto e pilota MotoGP?

Questa stagione sarà di transizione ed era abbastanza previsto, considerando che il progetto è partito tardi e non era pensabile di poter recuperare il gap sulla concorrenza in pochi mesi. Tuttavia, Honda sta già intensamente lavorando in ottica 2020. Stando alle molte indiscrezioni circolate, a Tokio stanno preparando la nuova moto che debutterà nel prossimo campionato mondiale Superbike. Un mezzo innovativo e potente come lo è stata la Panigale V4 R portata in pista dalla Ducati, che ha trovato in Alvaro Bautista il pilota perfetto per condurla al successo.

La Honda CBR1000RR è attualmente la peggiore della griglia e HRC non può accettare questa situazione. In Giappone i lavori sono in corso per una svolta a partire dalla prossima stagione. Secondo quanto rivelato da Speedweek, la casa d Tokio sta anche sondando alcune piste nel paddock della MotoGP per affidare la futura moto ad un rider di livello. Un’operazione simile a quella fatta da Ducati con Bautista. Anche se non è facile, visto che quasi tutti piloti sono sotto contratto fino al 2020. Più probabile cue

L’idea sarebbe quella di tenere l’esperto Leon Camier e di affiancargli un pilota di spessore. Speedweek svela che Honda sta valutando pure la possibilità di creare un proprio team, con Moriwaki che diverrebbe una struttura satellite e continuerebbe ad utilizzare Ryuichi Kiyonari come pilota per sviluppare la moto. Ovviamente non bisogna dimenticare Althea, che collabora già con Honda e Moriwaki oltre ad avere la squadra che schiera il giovane italiano Alessandro Delbianco.

La sensazione è che per il 2020 sarà difficile trovare un rider della MotoGP, a meno che HRC non decida di riproporre Stefan Bradl in Superbike. Quest’ultimo è collaudatore Honda per la classe regina del Motomondiale dal 2018 e ha già corso nel campionato mondiale SBK nel 2017, proprio in sella alla CBR1000RR. Fu compagno di Nicky Hayden, poi morto proprio quell’anno, e la sua stagione non fu esaltante a causa di una moto poco competitiva. Al 29enne tedesco non dispiacerebbe tornare a gareggiare, vedremo se la scelta a Tokio ricadrà su di lui. Quella riguardante Bradl è solo una nostra ipotesi. In ogni caso, HRC sta sicuramente progettando in maniera dettagliata il futuro per evitare che Ducati possa dominare incontrastata.