MotoGP, Andrea Dovizioso: “Lorenzo da un momento all’altro…”

Andrea Dovizioso davanti a Valentino Rossi
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MotoGP, Andrea Dovizioso: “Lorenzo da un momento all’altro…”

Un anno fa Andrea Dovizioso a Jerez iniziò una scia negativa di risultati sfortunati che lo hanno condannato a inseguire a distanza Marc Marquez in classifica. Una caduta involontaria con Pedrosa e Lorenzo e uno zero punti già pesante per la classifica. Stavolta il forlivese arriva da leader del campionato, ma occorre una prova magistrale per seminare ottimismo e restare nei piani alti di classifica.

Domenica festeggerà 200 GP in classe regina, un motivo in più per fare bene a Jerez de la Frontera e archiviare la gara dell’anno scorso. “C’è ancor più sostanza. Contro avversari ancora più forti, tre moto e tre piloti dalle caratteristiche diverse ma che a ogni fine gara son sempre davanti. Ma io a Jerez vado molto carico”, ha affermato Andrea Dovizioso a ‘La Gazzetta dello Sport’. la classifica vede al secondo posto l’amico e connazionale (oltre che avversario) Valentino Rossi: “Bello, tanta roba. Vedere Valentino così competitivo fa bene al campionato, fino alla fine lui sarà uno tosto”.

Il cross e Lorenzo secondo Dovizioso

Il Dovi conferma che non correrà fino all’età di 40 anni come Valentino. Il suo sogno è dedicarsi al motocross, magari dopo aver vinto il suo primo Mondiale in MotoGp. “Il cross è sempre stato nella mia testa, ma è diventato passione grande gli ultimi 3-4 anni. Seguo tutti i campionati, cerco di frequentare il più possibile i piloti del Mondiale. Mi piace da vedere e studiare, mi affascina la tranquillità del paddock. È la passione per qualcosa che non stai facendo a livello professionale”. Ma prima bisogna primeggiare su campioni del calibro di Marquez, Rossi, Vinales.

In attesa che ritorni alla ribalta anche l’ex compagno di team Jorge Lorenzo, finora ancora nelle retrovie con la Honda: “Ha avuto alti e bassi strani, ha fatto vedere che può andare forte ma non ha davvero concretizzato. E avendolo vissuto gli ultimi due anni in Ducati, lui è veramente strano come metodo: può andar piano tanto tempo, discutere, litigare, ma da un momento all’altro mette a posto tutto e fa cose da campione. Se Jorge si fosse giocato subito le gare sarebbe stato una bega, sarei stato più sorpreso di quello. Ma non vuol dire che non lo farà”.