Lin Jarvis: perchè Yamaha non ha protestato contro Ducati

Lin Jarvis
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Lin Jarvis: perchè Yamaha non ha protestato contro Ducati

La Yamaha ha preferito non esporsi sul deflettore Ducati e non si è unito alla protesta dei 4 costruttori al termine del GP del Qatar. D’altronde quella pinna montata sul forcellone posteriore delle Desmosedici ufficiali prendeva ispirazione da un pezzo simile montato a Valencia sulle Yamaha, ma con l’obiettivo di convogliare l’acqua lontano dalle ruote per evitare l’aquaplaning.

Lin Jarvis, amministratore delegato Yamaha, avrebbe preferito discutere la faccenda nella riunione della MSMA, lontano dagli occhi pubblici. “Fare una protesta è una mossa abbastanza audace e ha anche conseguenze – ha detto il manager britannico a Crash.net -. Ha conseguenze pubbliche perché fai una dichiarazione, fai una mossa, paghi la quota di protesta e fai il tuo corso. Questa è stata la loro decisione… Ovviamente prima avevamo usato un dispositivo simile sul forcellone in condizioni di pioggia. Quindi a volte ci si sente molto coinvolti e convinti da qualcosa e ci si unisce”.

Lin Jarvis ritiene che la scelta di rivolgersi alla Corte d’Appello della FIM sia un modo aggressivo di risolvere la questione e rispetta l’esito dell’appello. “La domanda è perché non è stata sollevata nella MSMA”, ha detto Jarvis. “Se fosse stato sollevato nella MSMA e non fosse stato trovato un accordo armonioso, OK, puoi portarlo a un altro livello. In realtà non abbiamo provato prima a risolverlo”.

Su una cosa concorda con i team che hanno protestato contro il cucchiaio della Ducati: “Concordiamo con tutto il cuore sul fatto che i regolamenti devono essere meglio definiti e devono essere controllati in modo più coerente”. Jarvis crede che regole più precise possano alleggerire il “peso” dalle spalle del direttore tecnico della FIM Danny Aldridge. “Direi che il requisito principale è avere definizioni molto migliori e più chiare… Danny è in una situazione difficile perché è solo… Se le regole fossero definite con estrema precisione, sarebbe più facile rimanere saldi. Ma quando ci sono alcune linee guida ambigue… Non voglio criticare nessuna singola persona in questo affare. Non voglio entrare in quella discussione. Voglio solo tirarne fuori che possiamo fare tutto meglio”.