Roland Ratzenberger (Getty Images)

F1 | Roland Ratzenberger: la prima vittima del GP maledetto per la F1 (VIDEO)

Quel maledetto weekend di 25 anni fa partì il 29 aprile del 1994 in un venerdì funestato dal gravissimo incidente occorso al giovane Rubens Barrichello. Il brasiliano uscì di pista alla Variante Bassa a causa del cedimento della sospensione posteriore sinistra della sua Jordan e si schiantò contro le reti di protezione.

Fu il preludio di un fine settimana da incubo per la F1. Il giorno successivo, infatti, verso le ore 15:00 Roland Ratzenberger, con la sua Simtek era impegnato nell’abbassare il proprio tempo per qualificarsi per la gara. All’epoca non tutte le vetture erano competitive a livello di una F1, quindi venivano fatte delle qualifiche preliminari e chi non raggiungeva il tempo limite, per ragioni di sicurezza, non prendeva parte al GP.

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Una carriera stroncata sul nascere

Roland Ratzenberger, nonostante i suoi quasi 34 anni era nuovo della F1. Aveva realizzato il proprio sogno di approdare nella massima espressione del motorsport solo un paio di gare prima, ad Interlagos dove però non riuscì a qualificarsi. In Giappone, invece, nella seconda gara del campionato aveva chiuso 11°, in ultima posizione.

Quel giorno il pilota austriaco stava percorrendo il rettilineo tra la curva Tamburello e la curva Villeneuve, due curve che le monoposto percorrevano al massimo, ad oltre 300 Km/h. A quel punto la parte superiore destra dell’alettone anteriore della sua Simtek si staccò facendo perdere deportanza alla sua vettura che non potendo più curvare si andò a schiantare contro il muro esterno della curva intitolata a Gilles Villeneuve a circa 315 Km/h.

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La decelerazione fu tale che Roland Ratzenberger perse immediatamente conoscenza riportando una frattura della base cranica. La situazione apparve subito tragica. Il relitto della vettura, infatti, arrivò sino alla curva Tosa con la testa dell’austriaco che penzolava da un lato all’altro della monoposto. I soccorsi furono immediati e il pilota fu trasportato d’urgenza all’Ospedale Maggiore di Bologna dove spirò 7 minuti dopo l’arrivo al pronto soccorso.

L’ipotesi più accreditata fu che la vettura di Ratzenberger avesse toccato in malo modo un cordolo poco prima perdendo uno dei supporti dell’alettone con quest’ultimo che sarebbe poi collassato all’ingresso della Curva Tamburello a causa del forte carico aerodinamico. La notizia mise tutti in crisi tutti i piloti che paventarono anche l’ipotesi di non correre l’indomani.

Alla fine, come tutti sappiamo la gara si disputò allungando ancora di più la scia di morte del weekend con il decesso di Ayrton Senna in seguito ad un incidente proprio alla Curva Tamburello. In quel tragico fine settimana di Imola inoltre rimasero feriti alcuni meccanici e vari spettatori coinvolti passivamente in altri incidenti che si verificarono nell’arco della gara. Il GP, che in maniera farsesca continuò sino alla fine vide Michael Schumacher vincitore davanti a Nicola Larini e Mika Hakkinen. I piloti saliti sul podio tennero un atteggiamento molto composto e lasciarono lo champagne nelle bottiglie regalandoci uno dei podi più tristi nella storia della F1.

Antonio Russo