I grandi ritorni in F1 dopo delicati interventi chirurgici

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chirurgia estetica per piloti formula 1

La lista dei piloti di Formula 1 che durante la loro carriera si sono sottoposti ad interventi di chirurgia estetica, spesso molto delicati, per poi tornare in modo incredibile e con grandi risultati alle gare, è molto lunga. In questo articolo vi raccontiamo le storie più incredibili relative ad uno degli sport motoristici più amati, che hanno coinvolto i grandi del passato ma anche chi ha scritto di recente (o sta ancora scrivendo) la storia della F1.

Quando la chirurgia è fondamentale per superare un infortunio

La cura dell’aspetto estetico e la voglia di apparire sempre belle (belli) ed in splendida forma, è il motivo per il quale oggi, più che in ogni altra epoca, si ricorre al miglior chirurgo plastico per sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica finalizzati a modellare il proprio viso, il proprio corpo. Sul sito informaestetica.it del medico chirurgo Fabio Massimo Abenavoli è possibile trovare l’elenco completo di tutti gli interventi estetici più richiesti da donne e uomini di tutte le età.

Tuttavia, il ricorso alla chirurgia (spesso ricostruttiva) è molto frequente anche nel caso di atleti professionisti, campioni sportivi in discipline caratterizzate da  un livello di pericolosità abbastanza elevato.

Uno degli esempi più lampanti ed attuali di questo ultimo caso è quello che riguarda Robert Kubica, il più forte pilota polacco tornato proprio quest’anno alla guida di una monoposto ufficiale di Formula 1, la Williams. Questo è stato possibile grazie al lavoro di un’equipe chirurgica, che successivamente ad un bruttissimo incidente rimediato dal pilota durante il rally di Andorra, gli ha realizzato una delicata operazione chirurgica alla mano gravemente ferita (con la ricostruzione dei tendini).

Per un periodo si era temuto che il pilota potesse addirittura perderne l’uso, ma in virtù di un lavoro di grande qualità è riuscito (anche grazie ad una grande forza di volontà ed un’attenta riabilitazione) a tornare alle corse al più alto livello, contro la gran parte dei pronostici. Infatti, dopo un paio di anni ai margini delle corse e una stagione da collaudatore, Kubica è tornato a correre in Formula 1 guidando una Williams.

Un altro caso particolarmente delicato è quello di Felipe Massa, il pilota ex Ferrari (che oggi corre in Formula E) anch’esso protagonista di un incidente molto serio e dalle dinamiche incredibili verificatosi nel 2009. Mentre stava disputando le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria perse coscienza e andò a sbattere contro le barriere, rimediando una ferita profonda sopra l’occhio. La causa fu lo stacco di una molla meccanica dalla Williams guidata dal connazionale Barrichello, che si trovava davanti al ferrarista, che sfortunatamente andò a colpire proprio il casco di Massa.

Il brasiliano subì un trauma cranico e abbandonò la stagione in corso, sottoponendosi ad un intervento di chirurgia plastica, per cancellare i postumi del trauma subito al volto e in particolare sopra un occhio. Tutto riuscì alla perfezione, tanto che dopo un periodo di stop lo stesso pilota rassicurò sulle sue condizioni di salute e tornò stabilmente alla guida della rossa di Maranello per molti anni e con ottimi risultati.

Come non ricordare anche il grande Niki Lauda, artefice del ritorno più incredibile mai visto in F1 in ragione della gravità dell’incidente che lo colpì e per i tempi record del rientro. Il pilota austriaco, nel corso del Gran Premio di Germania a Nurburgring, perse il controllo della sua Ferrari andando a sbattere in modo violento contro le barriere. In quel terribile impatto il pilota perse il casco e rimase intrappolato per diverso tempo nella sua vettura in fiamme. Fu estratto ancora in vita grazie al pronto intervento dei commissari di pista, anche se le sue condizione apparvero gravi fin da subito. Riportò gravissime ustioni al volto e ancora oggi porta i segni di quanto accaduto.

Lauda riuscì a sopravvivere grazie a diversi interventi chirurgici perfezionati presso l’ospedale tedesco di Mannheim, anche se non volle ricorrere alla chirurgia plastica per rimodellare il suo volto, nemmeno a molti anni di distanza. Ma la cosa sorprendente fu che dopo appena 40 giorni da quell’evento drammatico, partecipò al Gran Premio d’Italia contro il parere dei medici Ferrari e giunse 4° nonostante la vista offuscata e la perdita di sangue dalle ustioni. Questa impresa lo fece tornare in corsa per il titolo mondiale del 1976, che tuttavia non riuscì a vincere in quanto fu costretto al ritiro durante l’ultima gara dell’anno. In ogni caso la forza di volontà di Lauda fu ampiamente ripagata negli anni successivi, nel corso dei quali vinse ben due titoli mondiali dopo quello che gli era successo, prima di smettere e ritirarsi dalle corse.

Merita una citazione anche il caso di Mika Hakkinen. Il pilota finlandese della McLaren fu vittima di un incidente spaventoso nel circuito di Adelaide, in Australia. Qui infatti, dopo lo scoppio di un pneumatico, Hakkinen perse il controllo della sua macchina picchiando in modo violento contro le gomme di protezione. Questo scontro gli costò addirittura due giorni di coma, ma anche la frattura dello zigomo e la perdita di alcuni denti. Anche in questo caso l’intervento medico fu importantissimo per il suo recupero, infatti il pilota fu sottoposto ad una tracheotomia immediata, per poi essere subire altri interventi di chirurgia plastica e fare un lungo periodo di convalescenza. Nonostante questo Hakkinen tornò in pista con lo stesso entusiasmo di prima e le sue capacità di guida non furono minimamente intaccate, infatti riuscì a diventare campione del mondo per due edizioni, quelle del 1998 e del 1999.

Gli altri casi di piloti tornati dopo seri infortuni e interventi chirurgici

La lista dei piloti di Formula 1 che hanno subito gravi infortuni, ma sono riusciti a tornare alle corse a seguito di mirati interventi chirurgici sarebbe ancora lunga, ma qui ci limitiamo a citarne altri. Parliamo ad esempio di:

  • Juan Manuel Fangio, pilota indimenticabile che negli anni 50 rimediò la frattura delle vertebra cervicale, ma questo non gli impedì di vincere tantissimi gran premi e ben 3 titoli mondiali consecutivi di lì a breve
  • Graham Hill, il pilota britannico padre di Damon Hill, che si ruppe entrambe le ginocchia nel 1969 dopo l’esplosione dei pneumatici della sua Lotus, ma che riuscì comunque a riprendere parte alle gare con grande forza di volontà, a seguito di delicatissimi interventi chirurgici
  • John Surtees, che si ruppe il femore dopo aver conquistato un mondiale con la Ferrari nel 1964 e solo grazie ad un intervento riuscì a tornare in pista
  • Martin Brundle, che fu colpito da un’altra monoposto a seguito di un incidente e si ruppe entrambi i piedi e le anche nel 1984. In questo caso il lavoro chirurgico fu davvero molto complesso, ma ancora una volta decisivo per il suo ritorno
  • Johnny Herbert, che poco prima di esordire in F1 riportò svariate fratture agli arti, ma l’intervento dei medici gli concesse l’opportunità poco tempo dopo di prendere regolarmente il via al mondiale 1989
  • Gerhard Berger, pilota di F1 vittima di un grave incidente stradale fuori dalle piste, a Salisburgo, dove riportò la frattura del collo e numerose ferite sulla schiena. Qui l’intervento medico gli salvò la vita oltre che la carriera da pilota di Formula 1

Questi (ed altri) piloti, grazie alla chirurgia e alla loro volontà sono riusciti a tornare più forti di prima.