Il caso Marco Vannini ad Un giorno in Pretura, scoppia la polemica sul web

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Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

Il caso Marco Vannini ha aperto la nuova stagione della trasmissione di Rai 3 Un giorno in Pretura. Prima e dopo la puntata, andata in onda ieri, si è scatenata una polemica sul web degli utenti che hanno espresso il proprio disappunto nei confronti della trasmissione e della sua conduttrice Roberta Petrelluzzi.

La nuova stagione della trasmissione di Rai 3 Un giorno in Pretura si è aperta ieri. Nella prima puntata del programma condotto dalla giornalista Roberta Petrelluzzi si è parlato di uno dei casi di cronaca più controversi, il processo per la morte di Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni morto mentre si trovava in casa della fidanzata colpito da un colpo di pistola nel maggio 2015. Durante la puntata si ripercorrono le fasi del processo trasmettendo le dichiarazioni in aula di tutti i personaggi coinvolti in questa drammatica vicenda, i genitori di Marco, Antonio Ciontoli, i cui filmati vengono trasmessi per la prima volta a volto scoperto, Martina e altri familiari della vittima e della fidanzata. La puntata di ieri ha scatenato una polemica sul web che si era già aperta venerdì dopo la pubblicazione di un post sulla pagina Facebook di Un giorno in Pretura a firma della giornalista e conduttrice del programma.

Il caso Marco Vannini ad Un giorno in Pretura: polemica sul web

Il caso della morte di Marco Vannini ha suscitato un enorme clamore mediatico, sviluppatosi soprattutto a seguito della sentenza della Corte d’Appello d’Assise di Roma che il 29 gennaio scorso ha derubricato l’accusa di omicidio volontario in omicidio colposo per Antonio Ciontoli, a cui è stata ridotta la pena da 14 a 5 anni di reclusione. Oltre al sottufficiale della Marina militare distaccato ai Servizi Segreti, la Corte ha condannato anche i suoi familiari (i figli Martina e Federico e la moglie Maria Pezzillo) a 3 anni di reclusione per omicidio colposo. La decisione dei giudici ha fatto sorgere una polemica iniziata già in aula durante la lettura del dispositivo quando la madre della vittima Marina Conte ha urlato: “Non in mio nome” e il magistrato le ha risposto: “Se volete andare a farvi un giro a Perugia ditelo” riferendosi al foro che sarebbe stato competente a giudicare una eventuale imputazione per interruzione di pubblico servizio. Diverse trasmissioni, in attesa del terzo grado di giudizio, hanno parlato della vicenda giudiziaria, tra cui Le Iene che ha dedicato un intero speciale in prima serata. Anche la prima puntata, andata in onda ieri sera, della nuova stagione di Un giorno in Pretura è stata dedicata al processo sulla morte del ragazzo 20enne. La puntata in onda su Rai 3 e condotta dalla giornalista Roberta Petrelluzzi si è soffermata sulle fasi del processo, trasmettendo le dichiarazioni in aula dei personaggi coinvolti nella vicenda.

Il programma, generalmente molto apprezzato dagli spettatori, ha suscitato una polemica sul web che si era già aperta venerdì a seguito di un post pubblicato sulla pagina Facebook della trasmissione a firma della giornalista Roberta Petrelluzzi in cui si legge: “Cara Martina Ciontoli, ti vogliamo far sapere che siamo assolutamente in disaccordo con questo accanimento mediatico che, non si capisce perché, vorrebbe la vostra morte civile. E’ un segno dei miseri tempi che stiamo vivendo, dove l’odio e il rancore prendono il sopravvento su qualsiasi altro sentimento. Ci auguriamo che il nostro lavoro riesca a riportare la tragedia vissuta (perché tragedia è) alle sue reali dimensioni. Roberta Petrelluzzi”. Dopo la pubblicazione la pagina di Un giorno in Pretura è stata invasa dai commenti degli utenti che hanno voluto esprimere il proprio disappunto nei confronti di quanto scritto dalla conduttrice. La bufera si è amplificata durante la messa in onda della trasmissione, accusata di essersi schierata a favore della famiglia Ciontoli. Nello specifico non sono state apprezzate dagli utenti alcune dichiarazioni della Petreluzzi che parlando del clamore mediatico della vicenda ha affermato: “Noi crediamo che solo le vittime, spinte dalla propria disperazione, hanno il diritto alla protesta, anche a quella più rumorosa. Perché troppo clamore spinge tutti a radicalizzare il proprio convincimento e non contribuisce a fare giustizia“. Questa frase, ripresa poi da un post pubblicato sulla pagina Facebook di Un giorno in Pretura, ha suscitato l’indignazione degli utenti che hanno bersagliato il programma e la stessa conduttrice.

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Cara Martina Ciontoli, ti vogliamo far sapere che siamo assolutamente in disaccordo con questo accanimento mediatico…

Pubblicato da Un giorno in Pretura su Venerdì 26 aprile 2019