Charles Leclerc in pista con la Ferrari nel GP dell'Azerbaigian di F1 2019 (Foto Ferrari)
Charles Leclerc in pista con la Ferrari nel GP dell’Azerbaigian di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Questa Ferrari non sa vincere: ecco i (troppi) errori commessi dalla Rossa

Calato il sipario sul Gran Premio dell’Azerbaigian di Formula 1, ancora una volta ci ritroviamo a raccontare di un’occasione persa per la Ferrari: forse la più ghiotta di tutte, dall’inizio del campionato ad oggi. E ci ritroviamo puntualmente a sgranare il rosario delle scuse, per cercare l’ennesima giustificazione all’ingiustificabile: ovvero una macchina che, anche sulla pista di Baku, era evidentemente la più veloce di tutte, ma che alla domenica ha tagliato il traguardo da perdente.

Intendiamoci, stavolta la responsabilità più pesante di tutte è in carico a colui che, tuttavia, può vantare anche più attenuanti di tutti: Charles Leclerc. Se non fosse finito contro il muro della curva 8 nelle qualifiche di ieri, la pole position sarebbe stata facilmente sua, e allora la gara avrebbe preso tutta un’altra china. Però con i se e i ma non si fa la storia, neanche quella delle corse, e dunque con realismo bisogna riconoscere quanto in questa quarta sconfitta rossa consecutiva abbia influito l’errore del baby fenomeno monegasco. Lui, dal canto suo, si è accollato subito tutte le colpe, dandosi dello “stupido” e dimostrando così ancora una volta una maturità psicologica ben superiore a quella che sarebbe logico aspettarsi dai suoi 21 anni. Consapevole lo è senz’altro, Leclerc, ma inesperto anche: e ad un pilota che ha alle spalle solo una stagione completa in F1 non si può certo togliere la licenza di sbagliare. Ci mancherebbe altro.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Le colpe dei tecnici Ferrari

Meno spiegabili sono invece gli errori commessi dal muretto box della Ferrari, che a loro volta hanno giocato un ruolo anche nel botto del povero Charles. La scelta più controversa è stata quella di mandare in pista il giovane di Montecarlo con le gomme medie, invece che con quelle morbide, nella parte centrale delle qualifiche. Così facendo, lo si è portato indirettamente a forzare, e a strafare. Oltretutto, alla partenza della gara di oggi gli pneumatici gialli si sono rivelati meno competitivi dei rossi, e hanno fatto perdere qualche posizione a Leclerc: e figuriamoci cosa avremmo detto se, in condizioni analoghe, fosse scattato dalla pole solo per poi farsi superare al via. Perché una scuderia che aveva la vettura più competitiva del lotto, almeno in questo fine settimana, invece di prepararsi a fare l’andatura ha studiato una strategia rischiosa, immotivatamente azzardata, come se volesse semmai giocare di rimessa?

L’unico senso che possiamo trovare a questa tattica scellerata era quello di sperare nell’ingresso di una safety car intorno a metà gara, che consentisse dunque al monegasco di effettuare il suo pit stop senza pagare pegno. E qui sta anche la quota di sfortuna che ha colpito la Ferrari, pure in questo GP. In una gara che normalmente vede tre o quattro utilizzi della vettura di sicurezza, stavolta non ce n’è stato nemmeno uno: solo una virtual safety car che, ironia della sorte, è intervenuta dopo il rientro ai box di Charles, rendendola dunque del tutto inutile ai fini strategici per il Cavallino rampante. Dunque, errori da parte dei piloti, dei tecnici, e anche un pizzico di malasorte: in questa gara azera ci si sono messe tutte le circostanze avverse possibili a portar via da Maranello una prima vittoria stagionale che, cronometri alla mano, avrebbe meritato. È andata male, e purtroppo le volte in cui siamo stati costretti a pronunciare queste parole, in queste pochi weekend trascorsi dall’avvio del campionato, sono già davvero troppe.

Fabrizio Corgnati